«La crisi di Forza Italia è colpa dei vertici»

Resa dei conti dopo la sconfitta alle primarie: Paolini tira in causa i coordinatori, D’Amario temporeggia
LANCIANO. «Le responsabilità di Forza Italia sono dei coordinatori D’Amario e Pagano: come giustificano questo risultato?». L’ex sindaco Filippo Paolini non va leggero a commentare l’esito delle primarie di centrodestra che ha lasciato il partito in piena crisi d’identità. Come se non bastasse, la candidata scelta «all’interno della società civile», l’avvocato Maria Grazia Piccinini, ha lanciato sui social network un forte j’accuse nei confronti di alcuni militanti di partito che, più o meno velatamente, sono tacciati di non averla sostenuta abbastanza durante il periodo di campagna elettorale pre-primarie. In tanti, tra cui lo stesso Paolini, non avevano riconosciuto quella candidatura, non per la figura della Piccinini, che resta molto stimata nel panorama politico locale, ma per le modalità di designazione.
La “scelta dall’alto”, così come era avvenuto per le amministrative 2011 con Ermando Bozza, non ha messo, come si sperava, tutti d’accordo. Anzi, ha contribuito ad esacerbare ancora di più gli animi. E mentre il coordinatore provinciale Daniele D’Amario prende tempo, dichiarando che commenterà il voto «nei prossimi giorni», c’è chi si prende l’onere di un’analisi. «Fermo restando che il voto è un fatto personalissimo e che non credo che si possano distribuire pacchetti di voti da una parte all’altra», commenta l’ex sindaco Paolini, «nessuno nasce generale: quando ci si candida si deve essere anche disposti a portarsi sulle spalle il peso di una campagna elettorale. Io ho votato la Piccinini, nonostante le mie resistenze sul modo di sceglierla, perché sono una persona leale. Queste però sono polemiche sterili: ritengo comunque che abbia avuto un buon risultato e che possa essere una delle tante risorse di questa città».
C’è chi invece, come Umberto Di Francescantonio, ex capogruppo in consiglio comunale, non le manda a dire: «Non faccio più parte di Forza Italia», dice, «ma penso che D’Amario e Pagano si debbano dimettere. Io ho votato e sosterrò Errico D’Amico, sono coerente con la scelta che feci già tempo addietro. Come succede nello sport, quando una squadra non produce risultati è l’allenatore che si deve dimettere. Penso, inoltre, che al di là dei meriti e delle qualità personali della candidata, sono le persone che creano i partiti e non viceversa». (d.d.l.)
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