«La crisi in Comune? Si trascina da mesi»

23 Febbraio 2023

L’opposizione consiliare e le dimissioni del primo cittadino: tanti temi hanno spaccato la maggioranza

ORTONA. Dimissioni del sindaco Leo Castiglione: l’opposizione si fa sentire. A 5 giorni dall’annuncio del primo cittadino, i 6 consiglieri comunali di opposizione Ilario Cocciola, Angelo Di Nardo, Franco Vanni, Gianluca Coletti, Simonetta Schiazza ed Emore Cauti, hanno diramato un comunicato stampa congiunto. «Non ci stupisce affatto la crisi di palazzo che si trascina fin dai primi giorni di insediamento di Castiglione», affermano, rimarcando il fatto che la precarietà politica dell’amministrazione Castiglione non è una questione recente. «La città», continuano i consiglieri, «non è nuova all’instabilità politica della maggioranza e di fatto questa, culminata con le dimissioni del sindaco e le parole armate che sono volate su giornali e social che ci appaiono come irrimediabili, mostra la cifra di un metodo di governo che blocca la città per incapacità e inadeguatezza dello stesso sindaco». Per i 6 rappresentanti dell’opposizione, quindi, i dissapori sono iniziati nei mesi scorsi. «Non dimentichiamoci del caso di terreni all’interno del Parco Ciavocco che ha ufficializzato la prima crisi», dichiarano, «oppure la questione Tari sui magazzini agricoli, gli interventi sulla cantina sociale e sulle delibere riguardanti i servizi sociali, fino ai giorni nostri sul caso dell’impianto fotovoltaico tra il Lido Riccio ed il Foro, in cui dapprima vi è stato il silenzio assordante della maggioranza e poi la presentazione di osservazioni ancora ignote e presentate dal sindaco solo sulla spinta del nostro attivismo».
Dal canto loro, i consiglieri di minoranza rassicurano, ribadendo il loro impegno nelle questioni urgenti che pendono irrisolte e la maggioranza non affronta. «Non siamo interessati a questa crisi», sottolineano, «nata dalle beghe nella maggioranza e da risolversi, se sarà ancora possibile, solo al suo interno». E arriva anche la stoccata finale: «Noi non faremo da “stampella” a questo pessimo governo cittadino. Tra l’altro, è evidente che la crisi difficilmente potrà trovare soluzione con qualche intervento in bilancio o con incarichi in giunta, perché questo creerebbe solo oneri per la città e non utilità alla collettività».
Intanto i 20 giorni per il ritiro eventuale delle dimissioni, scadono domenica 12 marzo. (b.p.)
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