La famiglia dello chef chiede giustizia

10 Dicembre 2014

L’addio al ristoratore ucciso in Germania. Il dolore dei genitori che hanno voluto seppellire il figlio a Cupello

VASTO. Da ieri pomeriggio la salma di Domenico Antonio Battista, 51 anni, il ristoratore di origine vastese ucciso il 29 novembre in Germania davanti al suo ristorante da un connazionale di 36 anni, riposa nel cimitero di Cupello dove, per volere dei genitori, Concetta ed Egidio, è stata tumulata al termina di una cerimonia religiosa celebrata a Vasto nel Santuario dell'Incoronata.

Il feretro è giunto nel sacro tempio alle 15 dopo 12 ore di veglia nella casa paterna di via Sant'Anna. Ad accoglierlo il celebrante, il quale all’omelia ha espresso parole di conforto nei confronti degli affranti anziani genitori e dei fratelli Mario (che lavorava con Domenico ) e Marcella.

La madre del ristoratore ha raggiunto con molta fatica la chiesa, straziata nel corpo e nell'anima dal dolore.

«Distrutta la vita terrena ora Domenico vive quella eterna e la sua anima è nelle mani di Dio. Ed è lui che ascolta il nostro grido di dolore: il grido di morte di Domenico e delle persone che gli volevano bene», è stato il messaggio consolatorio della Chiesa.

«Lo strazio di Concetta ed Egidio, quando hanno ricevuto la tragica notizia è indescrivibile», ha raccontato una vicina di casa. «Ho avuto paura che Concetta non riuscisse a superare questa tragedia, morendo di crepacuore», rivela la donna.

É stata una cerimonia sobria quella di ieri, celebrata alla presenza dei parenti che sono arrivati anche da Lentella e da moltissimi amici venuti a Vasto per rendere l'ultimo saluto a Domenico.

Domenico Antonio Battista, aveva vissuto a Vasto per diversi anni da ragazzo dopo aver abitato a Lentella (suo paese d'origine) e Cupello. Poi era iniziata l'avventura in Germania. Capace e gran lavoratore era riuscito a far decollare un apprezzato ristorante che gestiva con il fratello Mario. Stava bene in Germania Domenico e i residenti gli volevano bene. Per questo sabato mattina a Bodenheim, vicino Magonza, in Germania, prima che la salma del ristoratore partisse per tornare in Italia si è tenuta una cerimonia funebre in ricordo di Domenico.

A chiederla sono stati gli amici e i conoscenti che, profondamente addolorati per la tragedia, hanno voluto pregare accanto al feretro. Tantissimi, non solo nel Land della Renania - Palatinato, le persone che hanno inviato messaggi di cordoglio alla famiglia.

Per tutti Domenico era una bella persona. Anche per questo è ancora più incredibile quello che è avvenuto il 29 novembre, quando quell'uomo, che secondo il procuratore Andrea Keller Domenico conosceva, gli ha puntato contro una pistola ed ha sparato in rapida sequenza 11 colpi. Uno lo ha colpito al cuore uccidendolo all'istante.

Sull' omicidio sta svolgendo le indagini la polizia di Magonza. L'arrestato tace. Gli investigatori hanno recuperato tutti i bossoli dei colpi esplosi. Manca il movente.

Forse la soluzione del giallo è nei tabulati telefonici. É quello che si augura la famiglia che invoca giustamente giustizia.

«Me lo hanno ammazzato. Me lo hanno portato via così giovane», continua a ripetere la mamma senza riuscire a rassegnarsi al grave lutto. Tutti pensano ad una rapina.

L'auspicio è che dalla Germania arrivino presto risposte esaustive.

Paola Calvano

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