«La Farmacia comunale 1 vietata ai disabili»

La consigliera Bendotti: la rampa di accesso alle carrozzine è rotta da tempo e nessuno la ripara
LANCIANO. È estremamente difficile, se non impossibile, accedere alla Farmacia comunale n. 1, a servizio del popoloso quartiere dei Cappuccini, per disabili in carrozzina, persone con difficoltà motorie, anziani e genitori con passeggini. La denuncia arriva dalla consigliera di minoranza ed ex assessora alle politiche sociali, Dora Bendotti, che segnala al sindaco Filippo Paolini e ad Alessandro Di Martino, presidente di Anxam, società che gestisce le farmacie comunali, la rottura della rampa di accesso in diversi punti, cosa che la rende inutilizzabile.
«Da cittadina», scrive Bendotti in una nota, «spesso vado nella Comunale n. 1 e da qualche tempo sulla rampa è stato messo un birillo per segnalare il pericolo di alcune spaccature sulla passerella. Approfondendo con gli operatori della Farmacia, ho saputo che questa situazione persevera da molto tempo e le sollecitazioni presentate al Comune e alla direzione della società Anxanum Spa da parte dei dipendenti della stessa farmacia non hanno mai avuto risposta e quindi, ovviamente ,alcuna risoluzione. Eppure», fa notare l'esponente della minoranza, «con la legge n. 833/78, la farmacia è stata incardinata dal legislatore come servizio pubblico preordinato alla tutela della salute e dovrebbe essere quindi adeguata ad ogni tipo di utente, dalla mamma col passeggino, all'anziano e al disabile. Persone che ad oggi non possono accedere alla Farmacia comunale n. 1 se non con grandissima difficoltà. Chiedo come cittadina e come consigliera comunale al sindaco e al presidente della società Anxanum di prestare più attenzione alle persone fragili e di offrire strutture più adeguate alle loro disabilità o difficoltà anche per mezzo di gesti apparentemente semplici come quello di sistemare una rampa a favore del tanto auspicato abbattimento delle barriere architettoniche, oppure attraverso quotidiane e periodiche opere di manutenzione delle strutture e dei "servizi di pubblica utilità" che, nel 2023, dovrebbero essere interpretati anche come segni di civiltà. Voglio pensare che questa denuncia», conclude Bendotti, «arrivi a chi di dovere e che ci si attivi nel più breve tempo possibile per garantire il libero accesso a una farmacia comunale che è un servizio necessario alla comunità». (d.d.l.)
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