La Forestale sequestra 350 chili di tartufi senza tracciabilità

26 Marzo 2016

Nell'esercizio commerciale trovati 345 chili di scorzone e 5 chili di tartufo bianco. Il titolare è stato multato per la mancata comunicazione alla Regione della quantità di tubero messa in vendita

CHIETI. Uomini del Corpo Forestale dello Stato della provincia di Chieti durante un'attività di controllo in materia di sicurezza alimentare, hanno sequestrato in un esercizio commerciale del comprensorio vastese 345 chilogrammi di tartufo scorzone, il Tuber aestivum Vitt, e 5 chilogrammi di tartufo bianco ovvero Tuber magnatum Pico, contestando la mancata tracciabilità del tubero. Il rivenditore è stato inoltre sanzionato, per oltre 3.000 euro, per la mancata comunicazione alla Regione Abruzzo della quantità di prodotto commercializzato. L'attività rientra nella campagna di controlli su tutta la filiera dei tartufi ovvero raccoglitori, intermediari, distributori e trasformatori, intorno alla quale - secondo la Forestale, girano ingenti interessi economici e spesso attività illecite. «Tale opera di monitoraggio del Corpo Forestale dello Stato - si legge in una nota - costituisce un rilevante tassello per la sicurezza alimentare dei consumatori e per la tutela del patrimonio boschivo contro raccoglitori senza scrupoli che, in dispregio delle norme, ottengono illeciti guadagni dal prelievo di tartufi al di sopra dei limiti quantitativi consentiti, in periodo di divieto, spesso con modalità non rispettose dell'ambiente che compromettono le capacità produttive delle tartufaie, compiendo vere e proprie aggressioni al bosco, alterandone l'equilibrio eco sistemico».