La maggioranza cerca nuovi alleati per blindare gli atti

L’obiettivo è arrivare a 24, si tratta con Chieti Viva FdI attacca: «Staff del sindaco senza contratti, è abusivo»
CHIETI. L’elezione di Luigi Febo alla presidenza del consiglio comunale con 24 voti a favore fa capire che qualcuno della minoranza ha votato insieme alla maggioranza. Le forze di maggioranza sono infatti composte da 20 consiglieri: 5 del Pd, 3 di Chieti per Chieti, 3 della Sinistra con Diego, 2 della lista Ferrara, 4 di Chi ama Chieti, 2 di Chieti c’è e uno di Azione politica. Ai 20 si può aggiungere l’appoggio esterno di un consigliere del Movimento 5 stelle. E così, avendo votato anche il sindaco, siamo a 22. Dalle minoranze sono dunque arrivati almeno altri 2 voti e c’è chi sostiene che siano anche 3, visto che un voto della maggioranza sarebbe venuto a mancare. In effetti, tra bianche e nulle, ci sono stati 8 voti, che rappresentano lo schieramento di centrodestra (4 Lega, 3 FdI e uno Udc) che al primo consiglio comunale ha sempre votato in maniera compatta, mentre un voto è andato a Filippo Di Giovanni. È lecito, dunque, ipotizzare che i 3 voti della minoranza rappresentata da Bruno Di Iorio, Maurizio Costa e Giampiero Riccardo siano andati a favore di Febo. «Voteremo caso per caso a seconda delle esigenze della città», dice Riccardo a riguardo, «è comunque certo che noi di Chieti viva, dopo aver chiesto discontinuità per tutta a campagna elettorale, guardiamo con fiducia a questa maggioranza».
Nel frattempo si sono formati i gruppi consiliari. Al di là dei monogruppi, tutte le formazioni maggiori hanno scelto i loro capigruppo. Per il Pd c’è il segretario cittadino Di Giovanni, per Chieti per Chieti Andrea Rondinini, per la Sinistra con Diego Alberta Giannini, per la Lista Ferrara Alberto Chiavaroli, per Chi ama Chieti Silvia Di Pasquale, per la lista Chieti c’è l’ex assessore Vincenzo Ginefra, per la Lega il consigliere più votato in assoluto Mario Colantonio e per FdI l’ex assessore Carla Di Biase.
FdI, inoltre, ha appena presentato un’interrogazione sullo staff del sindaco: «Dalle informazioni in possesso a noi consiglieri», dicono Di Biase, Roberto Miscia e Giuseppe Giampietro, «non risultano adottati atti di giunta e dunque quanti operano nella segreteria del sindaco Ferrara lo fanno privi di titoli autorizzativi e nella piena e totale illegittimità, violando le norme in materia».

