La maggioranza riparte con il resort a 5 stelle

Dopo l’assoluzione, la giunta riattiva la procedura per la variante al Prg Ma l’opposizione non demorde: resta un obbrobrio, faremo un’interpellanza
SAN VITO. Riparte l’iter per la approvazione della variante puntuale al Prg che cambia la destinazione d’uso di Colle Foresta da zona agricola a turistico-ricettiva per la realizzazione del San Vito Resort Village; la struttura ricettiva a 5 stelle da 400 posti letto, piscine, spa, sale convegni, ristoranti, campi sportivi che dal 2007 la Pagliaroli vuole realizzare sul colle investendo circa 45 milioni di euro. Accantonati con un’assoluzione ampia i problemi giudiziari legati all’adozione della variante al Prg del 29 aprile 2011, la giunta Catenaro riparte con il progetto di punta del suo mandato: la realizzazione del Resort. Progetto cardine per l’amministrazione perché finalizzato allo sviluppo e alla crescita economica del paese. Progetto che però deve arrivare all’approvazione definitiva della variante perché possa essere realizzato. Nei giorni scorsi la giunta ha così adottato la delibera che impone al responsabile del procedimento, l’ingegnere Corrado Verì, di “riattivare con urgenza la procedura di variante per giungere con celerità alla sua auto approvazione”; e di “autorizzare Verì ad avvalersi anche di una qualificata professionalità esterna all’Ente che possa svolgere attività di supporto specialmente nella conclusione dell’iter procedimentale di valutazione strategica ambientale (Vas)”. Come spiegato nella delibera l’intervento proposto dalla “Pagliaroli Group” su area di sua proprietà, è stato bloccato da “cause oggettive non imputabili né all’amministrazione comunale, né al responsabile unico del procedimento” , ovvero prima le indagini della Procura frentana sulla procedura di adozione della variante considerata illegittima e poi il processo - per abuso di ufficio - con rito abbreviato che in fase di udienza preliminare si è chiuso con l’assoluzione del sindaco, della giunta, dei consiglieri che votarono la delibera nel 2011 e di Pagliaroli. Venute meno queste cause ostative bisogna riattivare la variante e chiudere la Vas. E per questo la giunta ha anche previsto una consulenza esterna al Comune. Ma è anche su questa consulenza che l’opposizione ha da ridire. «Ribadiamo la posizione di assoluta contrarietà a questo progetto», dice il consigliere Roberto Nardone di San Vito bene Comune «per l’impatto drammatico sul territorio, per l’impianto fumoso della copertura finanziaria della costruzione, per il costo zero sul consumo del suolo in termini di opere pubbliche, per le politiche ostruzionistiche sulla definizione del Parco Nazionale della Costa Teatina per difendere questo obbrobrio. Annunciamo un interpellanza sulla questione, perché vogliamo vederci chiaro. Vogliamo capire “chi paga cosa”, e perché mai il Comune, e quindi i cittadini, dovrebbero pagare l’ennesima consulenza esterna per la Vas, fatta all’interno di un progetto privato».
Teresa Di Rocco
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