«La mia vita passata alla d’Annunzio Sarò sempre un prof»

2 Novembre 2017

Santamaita, primo direttore della Ssis, conclude la carriera Ha iniziato da studente di Filosofia, poi ha fondato l’Unidav

CHIETI. Alla d’Annunzio ha studiato, si è laureato e ci ha insegnato sino alla fine della sua carriera. Che è appena arrivata, anche se, precisa Saverio Santamaita, «il professore universitario rimane sempre tale, anche dopo la fine dell’insegnamento».
Settant’anni appena compiuti, il professor Santamaita ha passato una vita all’interno dell’università d’Annunzio. «Mi sono inscritto nel 1966 al corso di laurea di Filosofia», ricorda, «e nel ’72 mi sono laureato con una tesi in Pedagogia». Ha studiato con i pedagogisti Giacomo Cives e Raffaele Laporta. È stato il primo direttore della Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario, che ha gestito per sette anni, dal 2000 al 2007. Dopo di lui la scuola che sfornava insegnanti è stata aperta per un solo altro anno, prima di essere abolita. Negli anni Ottanta è stato in Consiglio d’amministrazione dell’ateneo e nel 2004 con un gruppo di docenti della d’Annunzio ha fondato l’università telematica Leonardo da Vinci, di cui è il decano dei professori, e dalla quale, almeno per adesso, non andrà in pensione. Da decano, ha dovuto gestire il ruolo di rettore della Unidav nel momento in cui si è dimesso il rettore Elio Cardinale, ex sottosegretario al ministero della Salute del governo Monti e membro di prestigiosi organismi scientifici.
L’università telematica nata dalla d’Annunzio, attraverso la sua Fondazione, vive attualmente momenti difficili. Il rettore Sergio Caputi ha deciso di revocare il proprio gradimento in capo alla Sevs (sigla che sta per Stredo Euròpska Vysoka Skola), università slovacca controllata dalla maltese Eduworld Holding, entrata in quota maggioritaria nel Consiglio d’amministrazione della da Vinci ad aprile del 2016. Fu una decisione della precedente gestione universitaria capitanata dal rettore Carmine Di Ilio e dal direttore generale Filippo Del Vecchio. Una scelta, quella di Di Ilio e Del Vecchio di affidare il rilancio della telematica a un partner privato, che a tanti non piacque. E il professor Santamaita era tra questi. «Avrei preferito che si seguisse la strada intrapresa della fusione con la d’Annunzio», spiega il professore, «avevamo già chiesto l’autorizzazione al Ministero, visto che c’era una norma della legge Gelmini che lo prevedeva. Era arrivato anche il via libera ufficiale da Roma, ma alla fine si è deciso di seguire un’altra strada». Il nuovo rettore, che ha dimostrato non solo a parole ma anche con i fatti di voler tagliare con il passato, ha fatto una repentina marcia indietro rispetto alla decisione di Di Ilio e Del Vecchio, portando in Cda e in Senato la delibera sulla revoca del gradimento nei confronti del partner privato. Per il momento Caputi ha chiesto ai suoi professori di restare al loro posto alla Unidav. E «sebbene non insegni più alla d’Annunzio», spiega Santamaita, «Caputi resta comunque il mio rettore».
Salutato il dipartimento di provenienza, quello di Filosofia e scienze dell’educazione, il professore, oltre all’incarico all’Unidav in cui siede nel Senato accademico, adesso potrà dedicarsi con più tranquillità e più tempo all’amata attività di ricerca. (a.i.)