La Nembo divide la maggioranza: da sinistra accuse di revisionismo

23 Maggio 2024

Consiglieri e associazioni: incontro con l’esercito e stand alla Villa parte di una campagna militarista Il sindaco Ferrara: «Polemica frettolosa, al Cianfarani il racconto di un tassello della Liberazione»

CHIETI. Non solo questioni amministrative. Oltre alle non poche divergenze sul governo del municipio, la maggioranza del sindaco Diego Ferrara si ritrova a fare i conti anche con le spaccature sulle celebrazioni storiche. Come avvenuto ieri con gli appuntamenti per ricordare il contributo della divisione Nembo alla lotta di Liberazione: una conferenza all’auditorium Cianfarani e uno stand alla Villa comunale che hanno fatto insorgere l’ala sinistra della coalizione che sostiene Ferrara. «Pericolosa operazione frutto di un dimostrato falso storico», aveva tuonato alla vigilia della manifestazione un comunicato di “Cittadini per la pace”, associazione “Chieti bene comune” e gruppo consiliare “Liberi a sinistra”, composto da Silvio Di Primio, Valentina De Luca ed Edoardo Raimondi. Secondo gli esponenti della sinistra teatina, la conferenza patrocinata dal Comune alla Civitella era chiamata a «commemorare l’80esimo anniversario della Liberazione della città dai tedeschi da parte del 183° e 184° reggimento paracadutisti Nembo». Si sarebbe trattato quindi di «revisionismo storico molto pericoloso», che «induce le giovani generazioni a confondere i partigiani con le forze dell’esercito», oltre che «parte di una campagna militarista che tende a occupare tutti gli spazi».
Accuse che Ferrara rintuzza a convegno concluso: «Non c’è stato alcun intento revisionistico né polemico come qualcuno ha frettolosamente paventato», ribatte il sindaco, «siamo un’amministrazione di centrosinistra e abbiamo bene a mente la storia e il valore della Resistenza». Il convegno «voleva semplicemente raccontare ciò che i soldati di allora hanno vissuto», chiarisce Ferrara. Insomma, un incontro per ricordare il contributo della Nembo alla Liberazione di Chieti, senza la pretesa di arrogarsi il ruolo di liberatore principe. «Tanti furono i sacrifici che portarono a una Liberazione di cui in tanti furono tassello», spiega Ferrara citando «questi giovani militari che ricordiamo a Chieti con una targa posta in via 4 Novembre. Compito delle istituzioni è aprire le porte a tutte le occasioni utili a costruire una memoria collettiva inclusiva».
E anche la sezione teatina dell’Anpi vuole sgombrare il campo dai fraintendimenti del “fuoco amico”, con una nota presidente della sezione cittadina Gianluca Antonucci, che ribadisce che «non si possono negare soprattutto le importanti azioni militari nelle Marche per le quali la Nembo ha anche ricevuto medaglie al valor militare. L’Anpi non nega affatto questi eventi, è semplicemente contraria a possibili fraintendimenti sul fatto che sia stata la Nembo a “liberare Chieti dai nazifascisti”. Ma di fatto», sottolinea il presidente, «questo non è stato affermato in buona sostanza neanche nel corso della conferenza al Cianfarani».
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