La promessa di Raimondi: la casa a chi ne ha bisogno

I candidati sindaco/4. Intervista al leader dell’Altra Chieti, (Rifondazione e Sel) Tra le sue priorità riformare la macchina amministrativa e renderla più efficiente
CHIETI. Enrico Raimondi, 35 anni, avvocato con un trascorso politico di prestigio a palazzo d’Achille come presidente del consiglio comunale durante la legislatura di centrosinistra, è il quarto candidato sindaco intervistato dal Centro. Sarà sostenuto da L’Altra Chieti, la nuova sigla politica che racchiude al suo interno le forze della Sinistra più radicale a partire da Rifondazione comunista, e dal nucleo cittadino di Sinistra ecologica libertà. Dalla sua parte anche tanti delusi del Partito democratico.
Quali sono le prime tre cose che farebbe per Chieti da sindaco?
«È difficile individuare tre priorità perché la nostra città avrebbe bisogno di una pluralità di interventi immediati che tengano conto della crisi in atto, purtroppo destinata a durare ancora per qualche anno. In cima alla lista delle cose da fare, comunque, ci sono le persone ed i loro bisogni. Il Comune deve garantire servizi di qualità e il diritto alla casa. Per questo ritengo che come prima cosa è indispensabile avviare subito una riorganizzazione complessiva dell’ente comunale finalizzata, da un lato, a liberare risorse, e, dall’altro, a rendere più efficiente l’azione amministrativa. É necessario informatizzare l’ente, dotarlo di un ufficio di relazioni con il pubblico e far valutare dai cittadini la qualità dei servizi resi. Come seconda priorità bisogna adottare misure che rendano attrattivo il nostro territorio per la creazione di nuove realtà imprenditoriali, sfruttando le ingenti risorse che l’Europa mette a disposizione e gli strumenti legislativi che incentivano la nascita di nuove imprese. In terzo luogo il Comune dovrà promuovere iniziative concrete per tentare di garantire il diritto alla casa. Sono sempre di più i nostri concittadini che hanno bisogno di un alloggio ed una città moderna e civile non può non farsi carico dell’esigenza abitativa che c’è nel nostro territorio. Poi c’è ancora tanto da fare. Per fornire un esempio pratico attenendosi alle emergenze divampate a Chieti nelle ultime settimane, penso alle numerose buche per strada da riparare che le fontane, di certo, non possono nascondere». Chi teme di più alle urne?
«Io temo il voto di scambio, che il sindaco non ha denunciato nelle sedi opportune, e le clientele. Sono fattori che rovinano la democrazia e che non consentono di avere una rappresentanza politica che guardi all’interesse della città. Quanto agli altri candidati sindaci, non so».
Chi teme di meno?
«I sempreverdi della politica cittadina perché hanno già dimostrato di non essere in grado di governare».
Ha donne in lista e, se sì, chi sono?
«Sia L’Altra Chieti sia Sel hanno candidature femminili espressione di ogni settore e ceto sociale. Ci sono insegnanti, professioniste, infermiere, studentesse universitarie oltre che casalinghe. Tutte loro potranno portare quella professionalità e quella concretezza che alla politica troppe volte è mancata».
Quale percentuale pensa di prendere?
«Io sono ottimista di natura e penso che vinceremo al primo turno».
Quanti abitanti risiedono allo Scalo dove, per molt, si decideranno le prossime elezioni?
«Senza contare gli studenti universitari, un po’ meno di 35 mila».
Jari Orsini

