La protesta degli autisti dei bus: basta tagli, rivogliamo i soldi persi

La Fit Cisl apre la stagione degli scioperi: «Andremo dal prefetto per riavere il nostro contratto» È lite sulla cancellazione di 350 euro mensili, D’Angelo: «I lavoratori sono sempre più in difficoltà»
CHIETI. «Abbiamo pazientato per tutta la durata della trattativa, cercando di andare incontro alle esigenze del datore di lavoro. Ma non è servito a nulla. E ora siamo pronti alla protesta». Nicola D’Angelo, sindacalista Fit Cisl della Panoramica, dissotterra lascia di guerra. «Noi ci troviamo a pagare problematiche non nostre, la proprietà della Panoramica ci parla sempre di problemi con i finanziamenti regionali, ma siamo sempre e solo noi che ci andiamo di mezzo. E gestendo un servizio pubblico, non possiamo difenderci. Ma ora siamo pronti ad andare davanti al prefetto e a far ripartire la protesta, in ogni modo e con ogni mezzo».
Sono un centinaio i lavoratori della società La Panoramica gestita dalla famiglia Chiacchiaretta, una sessantina sono autisti dei bus. Dallo scorso ottobre hanno visto un taglio mensile sullo stipendio di circa 350 euro e, nonostante gli spiragli aperti dalla proprietà, non sono riusciti a farla tornare indietro: sono stati disdetti tutti gli accordi di secondo livello per un considerevole taglio dello stipendio.
«Abbiamo atteso per mesi», dice D’Angelo, «dopo aver proposto all’azienda un nuovo contratto aziendale di secondo livello da discutere, al fine di normare pressoché tutte le attività effettivamente svolte dai lavoratori e allo stesso tempo di recuperare se non tutto, quantomeno una parte delle ingenti somme che mensilmente non ci vengono più corrisposte. Il nostro datore di lavoro sugli organi di stampa aveva all’inizio affermato che sarebbero stati in grado di rimettere nelle tasche dei lavoratori addirittura il 70% di tutto il contratto di secondo livello, mostrandosi disponibile ad aprire un tavolo di concertazione con tre delle quattro sigle sindacali operanti in azienda. Dopo esserci impegnati nella stesura di un dettagliato contratto di secondo livello e dopo esserci mostrati disponibili anche a recuperare temporaneamente soltanto una parte delle somme perdute, pur di migliorare le difficoltose condizioni economiche dei lavoratori, abbiamo dovuto, nostro malgrado e con grande sorpresa, constatare che l’azienda non è assolutamente intenzionata a restituire alcunché ai suoi dipendenti». E adesso la Fit Cisl lancia la stagione degli scioperi e delle proteste.

