La rabbia di bar e ristoranti: «Adesso ci servono aiuti»

28 Ottobre 2020

ORTONA. Il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri tocca anche il commercio ortonese, dove nei mesi scorsi con il lockdown è stata organizzata una manifestazione in piazza con l’organi...

ORTONA. Il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri tocca anche il commercio ortonese, dove nei mesi scorsi con il lockdown è stata organizzata una manifestazione in piazza con l’organizzazione del gruppo “Ho chiuso per riaprire”, nato a Ortona con il coordinamento del ristoratore Franco Musa e che oggi conta su 1936 titolari di attività commerciali di tutto l’Abruzzo.
Proprio in qualità di ristoratore oggi Musa ribadisce le difficoltà dettate dalla situazione e dai nuovi provvedimenti per limitare la diffusione del Covid-19. «La nostra categoria non viene sicuramente da un periodo d’oro», rimarca il titolare di un ristorante a Ortona, «ora siamo ancor più penalizzati. Abbiamo investito per adeguarci alle misure contro i contagi e garantire giustamente la sicurezza. Ora però ci tagliano l’80% del lavoro che potenzialmente riusciamo a fare. La chiusura dei locali alle 18 è una batosta: «È la sera che c’è la cerimonia o la piccola festa. E non lavorare significa essere penalizzati». Musa propone la soluzione: «Noi ci troviamo senza incasso e per mantenere le aziende aperte servono migliaia di euro. È fondamentale che vengano bloccate le utenze: ci troviamo a fare i rientri post lockdown e abbiamo anche le utenze in corso».
La situazione è molto complicata e con il gruppo “Ho chiuso per riaprire” studia eventuali iniziative da intraprendere. «Siamo costantemente in contatto con riunioni telematiche. Stiamo provando ad organizzare qualcosa ma al momento non c’è nulla di certo». Di sicuro però anche ad Ortona le attività stanno vivendo un momento molto difficile. (a.s.)