La Regione: «C’è speranza di salvare il Cotir di Vasto»

Il governatore e l’assessore Pepe incontrano sindacati e dipendenti a Pescara D’Alfonso: nessuno sarà lasciato a piedi. Piano di rientro per i 30 mesi arretrati
VASTO . Un tavolo di confronto che sarà aperto già oggi e un piano di rientro spalmato in due anni per dare ai lavoratori dell’istituto di ricerca vastese, oltre ad un futuro, anche le 30 mensilità arretrate. È quanto ha garantito il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ai dipendenti del Cotir, il centro di ricerche di contrada Zimarino, nel corso dell’incontro tenuto nel tardo pomeriggio di ieri a Pescara, alla presenza dei rappresentanti sindacali e dell’assessore alle Politiche agricole Dino Pepe. Non è stato un incontro per annunciare decisioni già prese, se non quella di rimandare un nuovo commissario a Vasto (gli altri tre si sono dimessi), ma piuttosto un faccia a faccia per far sapere ai 30 dipendenti dell’ente di ricerca che c’è ancora la possibilità di un futuro per loro nell’ambito dei progetti di riconversione dei centri di ricerca. Il percorso è solo all’inizio e D’Alfonso non ha fissato una data d’arrivo. «Non siamo completamente soddisfatti se non nel rinnovato impegno ad un confronto costruttivo», dichiara alla fine del faccia a faccia Ada Sinimberghi, rappresentante sindacale della Cgil. I cancelli del Cotir continueranno ad aprirsi ogni giorno. L’istituto di ricerca non chiude. «C’è molto lavoro avviato e molto ancora da fare», ripete la Sinimberghi.
La promessa che nessuno sarà lasciato a piedi ha rincuorato in parte le maestranze, anche se ovviamente restano ancora molti dubbi. «Avvierò personalmente il tavolo di confronto con l’assessore Pepe e il direttore alle politiche agricole della Regione», ripete più volte D'Alfonso. Una promessa che ha spiazzato i ricercatori che pensavano di conoscere subito il loro futuro e che da 3 anni sono senza stipendio. Un mese fa hanno deciso di rivolgersi alla Corte di giustizia europea e ora pensano di rimandare anche un promemoria a Matteo Renzi che, nel corso della sua visita a Vasto, aveva assicurato un incontro sulla questione con il ministro Maurizio Martina. Il problema più grande da affrontare e risolvere è la situazione debitoria. Quando è stato messo in liquidazione il Cotir aveva un debito di 243mila euro, dopo 3 anni di commissariamento il debito è di oltre 2 milioni di euro. «Il presidente D’Alfonso ha parlato di un piano di rientro. Questo è un particolare che ci soddisfa. Certo resteremo vigili e attenti senza farci al momento troppe illusioni», ripetono i sindacati che la scorsa estate avevano stigmatizzato l’incapacità da parte di chi era preposto a riscuotere i soldi delle progettualità che il personale Cotir aveva portato a termine. I ricercatori e coloro che hanno una specifica preparazione scientifica probabilmente saranno avvantaggiati e non dovrebbero avere difficoltà a operare da Vasto per il Crua. D’Alfonso ha tuttavia affermato che nessun lavoratore sarà lasciato a piedi e quindi potrebbero esserci soluzioni anche per chi non si occupa di ricerca. «Non sappiamo che pensare. Vedremo», è il telegrafico commento delle maestranze al termine dell’incontro.
D’Alfonso ha salutato i lavoratori annunciando un nuovo incontro a breve. Della vicenda Cotir va ricordato si sta interessando anche Bruxelles dopo l’interrogazione presentata dall’europarlamentare Daniela Aiuto. E il 17 novembre 14 lavoratori torneranno in tribunale per la seconda udienza nel processo che hanno intentato per il riconoscimento giuridico di dipendenti pubblici.
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