La Regione diffida Alfagomma: «L’azienda deve rispettare i patti»

21 Settembre 2022

Dopo la fumata nera nel vertice con i sindacati, ora scatta l’ultimatum per i dirigenti dell’impresa L’assessore Quaresimale: «Hanno confermato di voler assumere, ma serve più certezza sui tempi»

ORTONA. La Regione Abruzzo mette alle strette Alfagomma. Dopo la fumata nera nel vertice di due giorni fa, con i sindacati e alcuni rappresentanti dell’azienda, l’assessore regionale con delega al lavoro, Pietro Quaresimale, è pronto a inviare una lettera di diffida ai vertici dell’azienda affinché «rispettino gli accordi sottoscritti due anni fa e garantiscano un futuro ai lavoratori ex Yokohama che si sono fidati di loro», spiega l’assessore Quaresimale.
La Regione si è fatta garante di quell’accordo che prevede, tra le altre cose, un certo numero di assunzioni e lo sviluppo di determinati progetti sul territorio ortonese.
Le risposte ricevute dal colosso che produce tubi idraulici, però, non ha soddisfatto né la Regione, né i sindacati e neppure il sindaco Leo Castiglione. Ciò che preoccupa, al momento, è soprattutto il futuro dei 12 dipendenti che avrebbero dovuto essere reintegrati e, da gennaio non potranno beneficiare più della Naspi (cioè della disoccupazione). «Per noi è molto difficile pensare», spiegano i segretari regionali Ettore Di Natale (Femca Cisl), Carlo Petaccia (Filctem Cgil), e Riccardo De Feo (Uiltec Uil), presenti al vertice in videoconferenza, «che ora l’azienda in pochi mesi possa rispettare promesse che non ha mantenuto nell’arco degli ultimi due anni». L’assessore regionale Quaresimale, però, vuole andare fino in fondo: «Almeno a parole c’è la volontà dell’azienda di rispettare i patti», spiega, «ma lunedì hanno dato risposte troppo vaghe sui tempi di realizzazione delle assunzioni. Vedremo come risponderanno alla nostra diffida e poi valuteremo cosa fare». Non è da escludere la possibilità di un nuovo incontro con tutte le parti in causa prima della fine dell’anno. Nel frattempo, però, il destino dei lavoratori (sia quelli in Naspi che i precari) resta in bilico. «Il piano industriale di Alfagomma prevede una occupazione di 153 dipendenti», dicono i sindacati, «ma l’azienda di fatto ne ha stabilizzati solo 16 finora». Secondo i sindacati, poi, Alfagomma non avrebbe rispettato neppure i progetti di sviluppo sul territorio previsti negli accordi iniziali. «Quel patto aveva consentito all’azienda di acquisire a prezzo relativamente basso uno stabilimento produttivo», concludono le sigle sindacali, «che ora vale almeno dieci volte di più rispetto a due anni fa».