La Sasi aumenta le bollette Stangata sulle famiglie

21 Ottobre 2019

La società cambia le tariffe per incrementare gli incassi: il rialzo sarà retroattivo e partirà dal 1° gennaio 2018. Monta la protesta: «Meno sprechi e basta giochetti»

LANCIANO. La Sasi aumenta e cambia le bollette dell’acqua in 87 comuni: la tariffa, più alta, si pagherà in base al numero di componenti del nucleo familiare. L’aumento è immediato oltre che retroattivo al 1° gennaio 2018. Arriveranno quindi stangate per i cittadini, anche se rateizzabili. I primi a contestare l’aumento sono i consiglieri di minoranza Paolo Bomba, Angelo Palmieri (Nuova Lanciano) e Gabriele Di Bucchianico (Lanciano al centro) che invitano la Sasi «a eliminare gli sprechi – consulenze, affitti di sedi e assunzioni – e non ad aumentare le tariffe».
«L’Ersi ha modificato la tariffa applicata all’utenza in adempimento delle delibere dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente», si legge sulla delibera firmata dal cda della società che gestisce il servizio idrico, «le tariffe saranno calcolate, per l’uso domestico, in base ai componenti del nucleo familiare. Si moltiplica per ciascun componente della famiglia il quantitativo minimo di acqua per soddisfare i bisogni essenziali, stabilito in 20 metri cubi annui. La Sasi considererà un nucleo familiare standard di tre persone. L’utente potrà tuttavia dichiarare gli effettivi componenti della sua famiglia compilando un modulo di autocertificazione. Le nuove tariffe saranno immediatamente applicabili. In caso di incrementi di oltre il 50% rispetto a quanto pagato in media negli ultimi 12 mesi dovuti all’applicazione dei conguagli 2018 e 2019, si può prevedere una rateizzazione degli importi».
Il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe all’approvazione del bilancio 2018, ad aprile scorso, aveva accennato a «lievi rincari». Ma, denunciano Bomba, Palmieri e Di Bucchianico, «è una situazione preoccupante e paradossale. La Sasi ha ancora bisogno di soldi. Ad autorizzare l’aumento delle tariffe è difatti l’Ersi sulla scorta dell’analisi dei bilanci della Sasi. Ma quanto ci costa questa società? Solo nel lancianese contiamo tre sedi, una acquistata e due in affitto, che hanno un software gestionale in affitto che costa circa 200mila euro l’anno. Non si contano le spese per consulenze e assunzioni. C’è poi un direttore generale che costa 120mila euro l’anno, ma non risulta che abbia le deleghe previste nel bando di concorso». Costi di gestione notevoli e servizi scarsi, viste le continue sospensioni idriche che da anni mettono in ginocchio il Vastese e di conseguenza i comuni del Sangro- Aventino. «Una società che dovrebbe essere trasparente come l’acqua», chiudono i consiglieri, «è poco incline a pubblicare atti deliberativi e molto opaca nel pubblicizzare le revisioni tariffarie. Eppure visto che ogni società pubblica si “nutre” delle imposte pagate dai contribuenti, questi dovrebbero essere i primi a sapere ogni minima fluttuazione delle tariffe».