La straordinaria Mazziotti che non si arrende mai

I personaggi della teatinità. Così ha creato “Armonia”, la società di ritmica che ha portato Chieti in tutto il mondo e ora punta alle Olimpiadi di Rio
CHIETI. Ho conosciuto Anna Mazziotti, straordinaria donna protagonista della mia odierna vetrina, in tempi in cui aveva appena iniziato l'avventura di far nascere a Chieti una società di ginnastica ritmica, giustamente chiamata Armonia, quando, per dirla con sue parole «le prime gare andavano male» perché «c'erano più sconfitte che vittorie».
Ma Anna, professoressa di educazione fisica, non è il tipo che si arrende: sapeva dove voleva arrivare ed ha costruito mattone su mattone la splendida realtà odierna che vede la sua squadra primeggiare da anni in Italia e le sue ragazze gareggiare ai più alti livelli mondiali. Dovette faticare non poco per trovare il giusto spazio per la sua attività, per imporla come uno sport tra i più impegnativi, di talento e bellezza. Al Palatricalle assistevo spesso agli allenamenti delle ragazze, ai loro esercizi, in attesa di poter scendere in campo per allenare a mia volta il Cus che giocava nella massima serie di basket femminile e ricordo anche che per far sgomberare il campo dagli attrezzi dovevamo ogni volta pagare pegno, concedendo qualche minuto più alle atlete della Mazziotti.
Sto parlando di anni lontani: risale al 1995 l'esordio dell’Armonia, sotto la guida di Anna Mazziotti, a Riccione. Lì il gruppo toccò con mano quanto difficile sarebbe stato il cammino da fare, perché a Chieti era nato qualcosa che avrebbe potuto dare fastidio ad altre società e magari scalzarle da posizioni che pensavano consolidate e intoccabili. Non ci voleva altro però per dare ulteriore spinta ad Anna, per cementificare la sua voglia di fare e di raggiungere gli obiettivi fissati. Mi dicono, d'altra parte, che alle sue allieve usa spesso ripetere come messaggio e come indicazioni di vita: «Sognate perché i sogni si realizzano». Soprattutto se questi sogni, come nel suo caso, sono la proiezione della sua determinazione, del suo lanciare anima e cuore oltre ogni ostacolo.
Così, con le sue ragazze, con le sue collaboratrici, prima fra tutte Germana Germani, sua figlia, Anna Mazziotti ha raggiunto nello sport mondiale vertici che nessuna altra attività e nessuna altra atleta teatina ha mai toccato. Per dimostrare tutto questo basta dare la parola alle cifre: sette scudetti conquistati, l'ultimo nel 2015, in otto anni di partecipazione al campionato di serie A di ginnastica ritmica, vent'anni di continua militanza nella massima serie. Nessuno nello sport abruzzese può vantare tanti titoli e tante partecipazioni a gare di livello europeo e mondiale, Olimpiadi comprese. E se nel passato ci sono, oltre ai titoli conquistati, la partecipazione al Gran Prix, agli Europei e Mondiali e alle Olimpiadia, nel 1996 ad Atlanta e poi a Sydney, Atene (argento di Fabrizia D'Ottavio) Pechino e Londra 2012 (la teatina Federica Febbo è stata riserva azzurra) nel futuro ci sono prospettive ancora più straordinarie, come ha fatto sapere la stessa Mazziotti: «Le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 parleranno abruzzese». E in una intervista rilasciata proprio al Centro ha spiegato perché: «Abbiamo già ricevuto la convocazione ufficiale per Chiara Ianni che farà parte della squadra della Nazionale, e conto di portare a Rio anche una mia atleta individualista (in pole position c'è la Febbo). È il nostro grande obiettivo, oltre a quello di conquistare una medaglia d'oro individuale nei prossimi campionati del mondo». Il finale di questo suo intervento mostra bene qual è il carattere di Anna: «Prometto che ci riuscirò perché a me non piace partecipare, ma vincere». E in effetti l'Armonia ha vinto tanto.
In bacheca, oltre agli scudetti, ci sono quasi 150 trofei. Tanti trionfi però, ed è questo il cruccio che chi conosce Mazziotti sa bene, non le hanno portato dalle istituzioni e da chi le rappresenta la giusta considerazione e l'appoggio che sarebbe dovuto a chi porta così in alto nel mondo la propria regione e la propria città. Ha sicuramente ragione, Anna, e sia questo mio articolo un piccolo ma sentito risarcimento da parte della sua città e della sua terra.

