Labrador sbranato, condannato Masciarelli

24 Aprile 2019

Il giudice di pace: mille euro di multa al ciclista per i pitbull incustoditi che uccisero un altro cane

CHIETI. Condannato al pagamento di oltre mille euro di multa per aver lasciato incustoditi i suoi tre cani pitbull, quelli che il 12 novembre del 2017 azzannarono Claudio Di Giovanni alla mano sinistra, dopo aver letteralmente dilaniato il labrador che stava portando con sé al guinzaglio.
È finita così la vicenda che ha visto coinvolto il ciclista Simone Masciarelli, difeso dall’avvocato Marco Femminella e denunciato dalla stessa vittima che riportò lesioni guaribili in sette giorni. Il tutto avvenne nei pressi di via Mascagni a San Giovanni Teatino di fronte all’abitazione dell’imputato, la stessa che poco prima dell’accaduto era stata presa di mira da un ladro, il quale si introdusse nel giardino di casa lasciandone aperti i cancelli: «lo stesso giorno in cui si è verificata l’aggressione al labrador», ha precisato il padre di Masciarelli, l’ex ciclista professionista Palmiro Masciarelli, all’udienza del 12 febbraio scorso, «poco prima, nell’abitazione dei miei figli, si era introdotto un ladro che aveva lasciato aperti i cancelli da cui sono usciti i pitbull che hanno aggredito il labrador».
Ma la sentenza, emessa dal giudice di pace di Chieti Clementina Settevendemie, non lascia spazio a dubbi: l’aggressione – viste anche le ricostruzioni dei testimoni – non è dipesa da un mero «caso fortuito», come invece aveva tentato di dimostrare la difesa. Anche il «recente orientamento della Suprema Corte di Cassazione», recita la sentenza, «ha stabilito che, in tema di lesioni colpose, il detentore di un cane è titolare di una posizione di garanzia che impone l’obbligo di custodire e controllare l’animale adottando ogni cautela al fine di prevenire le possibili aggressioni a terzi». La famiglia Masciarelli, in ogni caso, già porse le sue sentite scuse subito dopo la vicenda.
Edoardo Raimondi
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