Lanciano, a Santa Rita controlli a tappeto: è linea dura contro i violenti

Vertice in prefettura dopo l’ultimo episodio di tensione: arriva la stretta delle forze dell’ordine. Il sindaco Paolini: «Situazione incancrenita con persone che delinquono da una vita, ora basta»
LANCIANO. Presidio del territorio, zone rosse, controlli a tappeto, e non solo per stanare droga o armi. Sotto la lente di ingrandimento finiranno anche residenze, sussidi economici, tasse e assicurazioni sulle autovetture. Lo Stato prepara la sua risposta a chi ha scelto di fare dell'illegalità la sua cifra, a partire dalle famiglie che portano avanti attività criminali nel quartiere Santa Rita. La situazione nel popoloso rione, che sovente affronta tensioni e fibrillazioni, è stata al centro della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato, ieri mattina a Chieti, dal prefetto Silvana D'Agostino. Presenti il questore Leonida Marseglia, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Cosimo Damiano Di Caro, e quello della guardia di finanza, colonnello Massimo Otranto, i sindaci di Lanciano, Filippo Paolini, e di Chieti, Diego Ferrara. Sul tavolo tutti i recenti episodi che hanno visto protagoniste, in negativo, le famiglie rom residenti negli alloggi popolari del quartiere. L'ultimo, in ordine di tempo, l'incidente stradale di mercoledì mattina in via Marciani, degenerato in urla, minacce e insulti per strada. Il più grave, quello di fine gennaio, quando la polizia è stata aggredita e minacciata con un coltello da cucina durante una perquisizione domiciliare in un alloggio Ater di via Sigismondi. «Ho visto il prefetto molto determinata», riferisce il sindaco Paolini, «questi personaggi hanno esagerato decidendo di reagire e aggredire la polizia. Hanno commesso un grave errore, a cui seguirà una risposta decisa. Vanno bene i servizi sociali, la tolleranza, l'integrazione, poiché in città ci sono anche tanti rom che lavorano onestamente e rispettano le norme. Ma quando tocchi lo Stato, questo deve rispondere e inviare un messaggio ancora più forte. Io sono stato molto pragmatico», dice il primo cittadino, «quella di Santa Rita è una situazione incancrenita, queste persone delinquono da una vita e si muovono in un certo modo sul territorio. Anche i figli minorenni si comportano come gli adulti, come è successo, ad esempio, nel caso del campetto della parrocchia». Le forze dell'ordine continueranno con il presidio del territorio, le perquisizioni e i controlli straordinari, anche interforze, come è già successo dopo la violenta rissa in strada dello scorso novembre. «Questura e carabinieri conoscono perfettamente la situazione e quali sono le dinamiche di queste persone che vivono al di sopra della legalità», continua Paolini, «continueranno in quello che è il loro ruolo, la tutela della pubblica sicurezza. La guardia di finanza ci ha chiesto collaborazione per verificare residenze, redditi di cittadinanza e altri sussidi, ma anche bolli e assicurazioni delle auto che verranno fermate. Adesso è importante far rispettare le regole e far capire che chi sbaglia paga. È importante anche denunciare: io ho portato tanti esempi, ma non sono un testimone oculare, non mi posso sostituire». All'attenzione del comitato ci sono anche le assegnazioni degli alloggi di edilizia popolare e il caso, emerso proprio durante l'aggressione ai poliziotti, di un'occupazione abusiva, testimoniata tra l'altro dagli stessi video girati dagli inquilini con i cellulari. «Il prefetto ha intenzione di convocare nuovamente il presidente dell'Ater», spiega il sindaco, «al di là delle situazioni abusive, sulla questione alloggi io credo sia necessario essere cauti, la patata bollente non deve ricadere poi tutta nelle mani dei sindaci. Mi sento soddisfatto dal tono deciso e determinato della riunione», conclude Paolini, «adesso vedremo quale sarà la risposta concreta».

