«Lanciano? Una città dormiente, altro che calo fisiologico»

I consiglieri di opposizione Paolucci, Bomba e Di Campli contro il sindaco Pupillo: manca attenzione per i giovani
LANCIANO. «Mancano i servizi, le agevolazioni e le incentivazioni per giovani coppie e commercianti, altro che calo fisiologico degli abitanti: Lanciano è una città dormiente». Per i consiglieri di opposizione Tonia Paolucci (Libertà in azione) Paolo Bomba (Nuova Lanciano) e Graziella Di Campli (Forza Italia) sono la mancanza di servizi, di attrazione verso le città del comprensorio alcune delle cause del continuo decremento demografico che sta vivendo Lanciano.
In meno di 10 anni la città ha perso oltre 1.300 abitanti, mentre il comprensorio, Castel Frentano, Treglio, Fossacesia, è cresciuto. «Non è affatto un calo fisiologico», dice Tonia Paolucci, «come sostiene Pupillo visto che questo calo a Vasto non c’è stato, anzi Vasto è cresciuta progressivamente e ora sfiora quota 42 mila residenti, e anche altri centri sono cresciuti (Castel Frentano negli ultimi 4 anni segna +150 persone e Treglio solo nell’ultimo anno +48 residenti e +17 attività produttive, ndc). Nel 2011 per il sindaco il declino era colpa della precedente amministrazione, della mancanza del Prg, e oggi? Il Prg è ancora bloccato, le tasse sono aumentate, non c’è alcuna risorsa per giovani e il commercio è in paralisi senza aiuti. Il centro storico attende da anni una riqualificazione, non la Ztl».
Una città senza servizi e anche chiusa in se stessa secondo la Paolucci. «Lanciano deve lavorare con i comuni circostanti», riprende la consigliera, «invece di isolarsi. E poi sta perdendo i maggiori servizi come l’ospedale privato di reparti, attività e servizi ai cittadini e il tribunale che non sta difendendo. Bisogna chiamare Legnini (Cms) e Chiavaroli (sottosegretario giustizia), lavorare non affidarsi agli altri». «Pupillo parla della costruzione di due palazzine a Santa Rita», aggiunge Graziella Di Campli, «ma sono destinate a famiglie senza un tetto e non magari alle giovani coppie. Che si spostano nei centri vicini per mettere su casa. Qui non c’è attenzione per i giovani, le giovani coppie, l’infanzia. Le politiche sociali non devono dare solo servizi essenziali ma allargare lo sguardo su tutte el categorie. occorre una programmazione a lungo termine che rilanci la città, che annaspa». «E’ una città dormiente che ha perso di attrattiva», rincara la dose Paolo Bomba, «storicamente Lanciano era città di servizi e commercio oggi ha perso questo ruolo. Chi vive nel comprensorio non viene più in città dove mancano infrastrutture, parcheggi in centro, una adeguata area pedonale, dove le case costano il doppio. E le case poi portano pure ad accrescere i servizi che qui, vedi ospedale, tribunale si stanno perdendo nel silenzio. Bisogna investire sulla città, sui collegamenti con gli altri Comuni, sul turismo se vogliamo evitare di perdere ancora residenti».
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