Lanciano verso il voto, prosegue il toto-nomi

7 Febbraio 2021

L’avvocato Di Campli esce allo scoperto: «Sono a disposizione della mia città anche come sindaco» 

LANCIANO. Lancianese doc, 54 anni, due figli, procuratore sportivo e un passato da giornalista per alcune emittenti locali, avvocato, imprenditore di diverse attività nell'ambito della ristorazione e dei resort di lusso, Donato Di Campli non è abituato a stare con le mani in mano. E non lo farà nemmeno stavolta, in occasione del voto amministrativo per il rinnovo dell'assise civica. Già nei mesi scorsi si era notato un certo fervore per la politica locale, e, ad oggi, Di Campli si ritiene pronto a scendere in campo «sia da generale che da soldato». «Mi sono reinventato mille volte e sono pronto a fare mille cose», dice, «prima fra tutte mettermi a disposizione per la mia amata città a cui devo tutto».
Di Campli traccia un quadro della situazione politica attuale e ne ha per tutti: «Troppi candidati, sia a destra che a sinistra, equivalgono a una sconfitta sicura», commenta, «e siccome contano i programmi e non le persone, invito tutti a fare non uno, ma dieci passi indietro. Non basta alzarsi la mattina e dire “voglio fare il sindaco”. Se pensiamo che il ruolo di sindaco sia per tutti sbagliamo. Bisogna mettersi davanti a un tavolo e ragionare su requisiti minimi come competenza, cultura, onestà, appartenenza al territorio. Un sindaco deve poter rappresentare tutti».
Pronto per il grande passo dunque? «Se posso essere il collante di una coalizione sono a disposizione: in questi mesi mi hanno sollecitato in tantissimi e un gruppo di amici è pronto a sostenermi», spiega, «ma io un lavoro ce l’ho, non ho bisogno della politica per vivere. Soprattutto è necessario un confronto con la città. Se servisse non mi sottrarrei alle primarie». Di Campli, non è un mistero, piace molto ai vertici regionali della Lega (Matteo Salvini in persona era andato a trovarlo al suo Supporter Hotel di passaggio per un comizio a Bari lo scorso agosto). Ma a livello locale il partito ha già scelto l’avvocato Danilo Ranieri. «Cappelli politici sulla testa non me li faccio mettere da nessuno», rimarca, «in caso dovessi impegnarmi lo farei con una lista civica. Ma la battaglia delle due coalizioni si sta rivelando piuttosto personalistica, il che non è un bene per la città». Una ricetta per la sua Lanciano Di Campli la sta già scrivendo: «Bisogna innanzitutto ricostruire una classe politica locale», dice, «perché per dieci anni abbiamo dovuto dipendere sempre da altri e non abbiamo un rappresentante politico né in Regione, né in Parlamento. Poi», aggiunge, «a livello economico la città va riaperta. Fermo restanti i divieti di transito in piazza Plebiscito e per il Corso, le Ztl vanno eliminate, così come la pista ciclabile di via Del Mare. Le piste ciclabili devono portare da qualche parte, essere davvero una risorsa per i cittadini e chi viene da fuori: penso all’ex tracciato Sangritana e a quei binari che adesso spezzano in due la città».
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