Latitante arrestato, andava dalla madre

1 Luglio 2015

Bomba, condannato per furto, danneggiamento e armi. Preso a un posto di blocco dei carabinieri

BOMBA. È stato fatale il desiderio di un rientro a casa per far visita alla madre a Sliman Maorussi, residente a Casalbordino ma domiciliato a Bomba, condannato a un anno e sette mesi di reclusione; sulla strada, ad aspettarlo ha trovato i carabinieri della locale stazione, coordinati dal luogotenente Vito Giallorenzo, che l’hanno arrestato e condotto nella casa circondariale di Lanciano. Maorussi, di origini marocchine, era stato condannato per furto, danneggiamento e detenzione impropria di armi, reati che sono stati perpetrati, nel territorio di Bomba, nel corso del 2011. Alla fine del 2014 è iniziato il processo e, quando c'è stata la condanna, il reo era contumace. Ai carabinieri di Bomba una quindicina di giorni fa è arrivata la notifica di arresto ma del Maurussi nel piccolo, da tempo, si erano perse le tracce, nessuno lo aveva più visto tanto meno si era a conoscenza dove fosse. I militari, da accertamenti svolti, avevano comunque una certezza: prima o poi avrebbe fatto ritorno a casa, magari di notte, per fare vista ai familiari. In questi giorni, diversi sono stati i posti di blocco, tutti infruttuosi, i carabinieri di Bomba però non hanno desistito. Venerdì scorso, verso le 21.30, lungo la strada che da Piane d'Archi conduce a Bomba, in località Valle Cupa, l’ennesima macchina fermata questa volta è quella giusta: alla guida c’è il Maorussi, è solo, la sua latitanza è finita. Come previsto, si stava recando dai familiari; non ha cercato di forzare il posto di blocco né ha opposto resistenza all'arresto. Rimane imperturbabile, non lascia intendere se sapesse o meno della condanna. Adesso si trova nella casa circondariale di Villa Stanazzo a Lanciano.

Matteo Del Nobile

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