Lavori e decoro nel centro storico I tecnici: «Servono regole chiare»

22 Gennaio 2023

Gli architetti: «Pratiche lente e mancanza di uniformità sulle indicazioni per i colori degli edifici» L’Ordine dei professionisti invoca la svolta: «Serve un piano specifico, così valorizziamo la città» 

CHIETI . La valorizzazione del centro storico passa attraverso una velocizzazione delle pratiche per i cantieri e una maggiore chiarezza sulle regole. È il messaggio lanciato dall’Ordine degli architetti di Chieti, che in una lettera inviata al sindaco Diego Ferrara, al dirigente dell’ufficio urbanistico Carlo Di Gregorio e per conoscenza alla soprintendente Cristina Collettini, propone una serie di osservazioni sull’attività di commissione tecnica per la tutela e valorizzazione dei beni culturali, della qualità architettonica e del paesaggio.
LA COMMISSIONE
L’organo in questione è composto da tecnici chiamati a verificare le varie pratiche e dare un loro parere su una serie di aspetti, tra cui quello dei colori degli edifici, che devono rispettare delle particolari indicazioni per non snaturare le caratteristiche del centro storico ma, al contrario, esaltarlo nelle sue peculiarità. È proprio su questo punto che gli architetti teatini muovono le maggiori critiche: «C’è una conflittualità inerente il colore dei fabbricati», dice il presidente dell’Ordine, Daniele Schiazza. «Il Comune di Chieti non è dotato del Piano dei colori, strumento indispensabile per il corretto rapporto tra le procedure comunali e la normativa sovraordinata».
L’ASSENZA DI CHIAREZZA
Le considerazioni vengono dettagliatamente riportate nella lettera datata 18 gennaio e inviata all’ente. «Il rischio, in assenza di una regola, è quella della opinione, che è esattamente il motivo da cui muove la nota. Questa assenza, rimandata a giudizi di volta in volta, è causa di conflittualità, porta ad una naturale discordanza decisionale con la conseguenza che l’intento di valorizzare il centro cittadino possa dirottare verso una mescolanza di azioni divergenti», si legge nella missiva a firma del presidente Schiazza e del consigliere segretario Nicola D’Intino. Una mescolanza che, all’atto pratico, rischia di avere un effetto contrario all’esaltazione delle particolarità della città.
LE PROCEDURE LUMACA
«La presenza di una tavola dei colori, come gli altri comuni italiani, garantirebbe una maggiore uniformità nei pareri», continua Schiazza. Ma non solo, perché le pratiche verrebbero sbrigate con più immediatezza.
LA SOLUZIONE
Alla luce di quanto detto l’Ordine avanza delle proposte al Comune: «La dislessia dei tempi e dell’omogeneità valutativa deve essere tempestivamente risolta con una provvisoria cartella colori approvata anche dalla Soprintendenza», avverte. «Tuttavia considerata la pregevolezza dell’impianto storico, questo Ordine sollecita la redazione di un piano colore o di Prpe, che restituisca certezza e regole a disposizione per la valorizzazione di questo brano della città storica. Lo strumento, da condividere con la Soprintendenza, potrà rispondere a qualità, bellezza, semplificazione, velocità e certezza».
RAPIDITÀ
Infine si torna a rimarcare la necessità accorciare i tempi: «Si pone l’attenzione sulla ricerca e attuazione», conclude la lettera, «di procedure rapide e soprattutto predeterminate con regolamento per evitare lungaggini sul rilascio della autorizzazione che ad oggi arrivano anche a più di sei mesi».
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