Lavori per oltre 2 milioni nelle chiese della diocesi

La Curia affida gli interventi nei principali edifici di culto grazie ai fondi Cei Conclusa la manutenzione straordinaria nelle cattedrali di Lanciano e Ortona
LANCIANO. Tesori di fede, ma anche attrazioni per i turisti: sono le chiese di Lanciano. Decine di gioielli d’arte che la Curia riesce a mettere in mostra grazie ad un continuo lavoro di recupero. Interventi che, negli ultimi due anni e mezzo, sono costati – tra lavori straordinari e ordinari – circa un milione e mezzo di euro (fondi Cei). Si va ad esempio dai lavori di manutenzione straordinaria in corso a Santa Maria Maggiore, o nella cattedrale di Ortona, a quelli da poco conclusi nella basilica cattedrale della Madonna del Ponte o al restauro della facciata di Sant’Agostino, alla sistemazione di Madonna del Carmine e a ben 24 lavori di manutenzione che permettono di riconsegnare alla città, ai fedeli ma anche ai turisti dei veri gioielli.
Cattedrale e Santa Maria Maggiore, San Biagio, Sant’Agostino, Santa Croce sono alcune delle chiese che vengono inserite negli itinerari dei turisti – prima o dopo la visita al Miracolo – ma che hanno bisogno di attenzione e ingenti lavori. «L’impegno della Curia è massimo visto che la diocesi conta 120 chiese», dice don Domenico Di Salvatore, responsabile per la Curia dell’ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia del culto, «in due anni e mezzo abbiamo fatto 24 interventi di manutenzione ordinaria (600.000 euro), altri straordinari ad esempio alla cattedrale di Lanciano, ad Ortona dove sono in corso, oppure alle chiese di Madonna del Carmine. Abbiamo chiuso il primo lotto di lavori nel palazzo della curia e ora siamo impegnati su Santa Maria Maggiore». La chiesa è già da due anni oggetto di importati lavori di restauro e consolidamento, ma era rimasta aperta a fedeli e turisti. Da alcune settimane, invece, i lavori riguardano la parte più antica della chiesa, quella gotica cistercense dove si celebrava messa, e le coperture, dove erano state segnalate infiltrazioni.
Santa Maria Maggiore è “uscita” dagli itinerari” dicono dall’associazione “La Santa Casa” che si occupa dell’accoglienza dei pellegrini che arrivano a Lanciano per visitare il Miracolo eucaristico, ma li indirizza anche in altri luoghi di culto. “La scalinata e il portale restano visibili, mentre le sue opere più preziose sono ora nel Museo diocesano (il crocifisso di Nicola da Guardiagrele del 1422 e un trittico del 1531), che resta una delle mete più importanti per chi resta qualche ora in più in città».

