Le bruciano un’altra volta l’auto

28 Marzo 2015

Donna nel mirino in via San Rocco: danni a un’Opel Corsa. Dieci mesi fa l’incendio della Fiat Stilo

VASTO. Non era molto esperto o forse aveva a disposizione poco liquido infiammabile l’attentatore che giovedì sera, poco prima di mezzanotte, ha in parte distrutto la Opel Corsa di una giovane donna parcheggiata in via San Rocco. La stessa donna che il 29 maggio 2014 subì l’incendio di una Fiat Stilo. L’incendiario potrebbe essere lo stesso. L’autore ha versato una sostanza che probabilmente aveva in casa. Ha versato il liquido sul cofano e poi ha gettato il fuoco sulla vettura. Immediata la richiesta di aiuto dei vicini di casa al 115. La rapidità con cui sono intervenuti i vigili del fuoco ha limitato il danno. In pochi, però, sono tornati a dormire. Torna la paura a Vasto. Dopo qualche settimana di relativa calma si rifanno vivi gli incendiari. La città è costretta a fare i conti con un nuovo attentato. E poco importa se il movente è personale.

L’INCENDIO. Ad accorgersi dell’incendio giovedì sera è stato un residente. L’uomo ha subito avvisato i vigili del fuoco. La chiamata è stata provvidenziale e ha permesso ai pompieri di soffocare le fiamme che avvolgevano il cofano della Corsa prima che potessero danneggiare le altre auto vicine. Il falò ha prodotto una colonna di fumo denso e scuro che ha invaso la strada. Decine le famiglie spaventate. La proprietaria della vettura è disperata. È la seconda volta che alla donna viene incendiata l’auto. Dieci mesi fa con la stessa tecnica era stata distrutta la sua Fiat Stilo. L’Opel Corsa è stata sequestrata e verrà accuratamente analizzata dagli esperti. L’incendio doloso ha risvegliato angosce mai guarite e riportato alla memoria la lunga scia di attentati subiti dal territorio. La paura della città è giustificata dall’impressionante numero di incendi subiti: più di 130 in dieci anni.

IL MOVENTE. L’ultima vittima dice di non sapere chi è l’autore del rogo. Spesso è così. Il motivo scatenante è ogni volta diverso. Spesso l’esecutore agisce per punizione o futili motivi. Il fuoco viene scelto perché distrugge e cancella le tracce. Le indagini compiute da carabinieri e polizia negli ultimi due anni hanno appurato che molti incendi del passato erano collegati fra loro. Altri invece traducono la rabbia e il desiderio di vendetta. La “punizione” del fuoco non risparmia nessuno. Spesso ad accendere il fuoco sono piromani improvvisati, persone che sfogano la propria rabbia o la propria alienazione provocando danni al rivale. Particolare sottolineato sabato scorso a Vasto dal prefetto, Fulvio Rocco De Marinis. Va dato atto alla Procura di avere più volte stroncato pericolosi intrecci. Un grande aiuto agli investigatori, come più volte rimarcato dal prefetto, potrebbero darlo gli stessi cittadini.

Paola Calvano

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