Le camere di commercio frenano la fuga di Teramo

27 Dicembre 2015

CHIETI. Arriva anche sul tavolo della Camera di commercio di Chieti la patata bollente del futuro delle società costituite dai quattro enti camerali abruzzesi. Martedì scorso il presidente Roberto Di...

CHIETI. Arriva anche sul tavolo della Camera di commercio di Chieti la patata bollente del futuro delle società costituite dai quattro enti camerali abruzzesi. Martedì scorso il presidente Roberto Di Vincenzo ha riunito i rappresentanti delle organizzazioni di categoria per affrontare il problema aperto con la comunicazione da parte della Camera teramana di uscire dal Centro per il commercio interno, dal Centro Estero e dal centro studi Cresa. Una decisione che mette a rischio la sopravvivenza stessa di questi organi, oltre a una quarantina di posti di lavoro su tutto il territorio regionale. Di Vincenzo ha così riunito a Chieti le associazioni di categoria in cerca di soluzioni.

Erano presenti i vertici di Confindustria Chieti Pescara, i vertici regionali di Confcommercio, quelli regionali e locali di Confesercenti, quelli di Unipmi , quelli regionali di Cna, di Confartigianato, Confcooperative, Casartigiani e i rappresentanti delle associazioni degli agricoltori. C’era anche il rappresentante della Camera di commercio di Teramo, che ha raccolto l’invito dell’assemblea affinché ci fosse un supplemento di incontri per riesaminare, prima del 30 dicembre, la determinazione di recesso dalle tre società da parte dell’ ente camerale teramano.

Nel corso del vertice è anche stata sollevata una proposta che tempo fa è stata uno dei cavalli di battaglia confindustriali: la riunificazione di tutte e quattro le Camere in un unico ente, così da superare il problema legato anche alle diverse società camerali. Ma dall’assemblea, Confindustria compresa, è emersa la volontà di procedere con lo schema dell’unificazione delle Camere di Chieti e Pescara (processo già avviato) e di L’Aquila e Teramo. (a.i.)