«Le elezioni costano, gli altri barano»

Febo (spesa prevista 117mila euro) risponde stizzito, Argenio gli ribatte: «Sì, ma tu non rendi pubblico l’elenco»
CHIETI. Spese elettorali preventivate dagli otto candidati sindaco e dalle rispettive coalizioni, Luigi Febo replica stizzito mentre Ottavio Argenio, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, incalza. «Invito Febo a fornire la lista dei costi della sua campagna elettorale perché i quasi 120 mila euro di spesa ipotizzata ci sembra davvero eccessiva. Noi, con meno di 5 mila euro - spiega Argenio - copriremo i costi di tutti i nostri candidati».
Lo scontro viaggia sui numeri resi pubblici, e quindi visionabili da tutti, sul sito del Comune. Dove i candidati, per legge, hanno dovuto anticipare le previsioni di spesa per la campagna elettorale giunta, ormai, al rush finale. Ebbene Febo e il centro sinistra, con oltre 117 mila euro dichiarati, hanno sbaragliato Di Primio e il centro destra, poco più di 23 mila euro di costi previsti, e il resto dei candidati alla poltrona di primo cittadino. Ma Febo non ci sta e ribatte non fornendo, però, l’elenco dei costi dettagliati della sua campagna elettorale. «Tutti i collaboratori del mio staff, una volta letta la notizia, hanno lamentato di essere a disposizione gratuitamente. Torniamo seri anche perché parliamo di spesa previsionale - dice Febo- e noi siamo stati realisti. Poi se qualcuno si vuol far bello in campagna elettorale ammettendo di spendere solo qualche migliaio di euro, penso che i cittadini sapranno riconoscere il vero dal falso». Come a dire, quanto dichiarato da Di Primio e dagli altri avversari politici è decisamente sottostimato e serve a buttare fumo negli occhi degli elettori. Malgrado, ad onore del vero, le previsioni del candidato sindaco del centro sinistra e delle liste che lo sostengono siano state piuttosto circostanziate. «Non si deve mai confondere la spesa reale con la spesa previsionale, che ripeto deve essere più veritiera possibile. Altrimenti- spiega Febo- accade come all’attuale amministrazione comunale che non è riuscita ad approvare il consuntivo perché non ha fatto un previsionale veritiero». Sulla trasparenza dei dati forniti, Febo aggiunge. «I 117mila euro riguardano una cifra preventiva dell’intera colazione composta da 208 candidati, ma non vuol dire che si spenderanno quelle cifre. Certamente, però, non dobbiamo fare i conti con numeri poco credibili a fine campagna, cerchiamo di essere seri. La mia personale cifra preventiva- ribadisce Febo- non supera i 40 mila euro che sono certo di non raggiungere. Resto scettico, comunque, quando leggo in giro numeri davvero bassi. I conti li faremo alla fine».
L’avvocato Argenio non ci sta. «Perché Febo non presenta la lista della spesa? Le cifre di cui si lamenta- sottolinea Argenio- sono pubbliche e non inventate da qualche avversario politico. Non capisco tutto questo malumore».

