Le imprese e la sfida del digitale: «Seguiamo la crescita sostenibile»

12 Luglio 2024

Imprenditori, manager e amministrazioni all’incontro di Piccola Industria Confindustria Abruzzo Ranalli: il comparto va sostenuto. Pagliuca: accettiamo le sfide. Marsilio: una transizione giusta

ORTONA. «Oggi è quanto mai necessario promuovere, soprattutto tra le piccole e medie imprese, una cultura dell’innovazione affinché possano cogliere tutte le opportunità e mettersi al riparo anche dai rischi a cui la rivoluzione digitale le espone». Lo ha detto ieri a Ortona il presidente della Piccola Industria di Confindustria, Giovanni Baroni, all’incontro sul tema “Insieme per l’Abruzzo-Crescere nella sostenibilità: Patto imprese/territorio per uno sviluppo armonico” nella sala Eden, alla presenza di imprenditori, manager, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche e della società civile. «Le Pmi», ha ripreso Baroni, «svolgono un ruolo da protagoniste, costituiscono oltre il 90% del mercato in Europa, in Italia rappresentano un valore aggiunto del 65,1% e danno lavoro al 76,2% degli occupati. Se non saliranno a bordo del treno dell’innovazione rimarranno indietro e rischieranno di scomparire. Le Pmi abruzzesi hanno saputo rispondere con entusiasmo alla sfida digitale, in particole quella dell’intelligenza artificiale, e questa regione è leader nell’open data. Dobbiamo procedere spediti su questo sentiero».
Il presidente Giuseppe Ranalli, promotore dell’evento, ha sottolineato: «Le Pmi si confermano la principale ossatura del sistema produttivo nazionale e regionale ma anche il comparto produttivo che va sostenuto maggiormente in questo passaggio sulle nuove politiche industriali, di processi, di riorganizzazione digitale, di industria 5.0 e politica green. Essendo la Regione verde d’Europa, conserviamo un elevato grado di formazione delle giovani generazioni, aziende che investono in ricerca e innovazione, competenze professionali con previsioni di quote di mercato in aumento per molti nostri prodotti. Ascoltare di più i collaboratori, aprirsi al dialogo, raccogliere le idee. Rendere i nostri luoghi di lavoro più inclusivi, green e ancora più sicuri ed accoglienti perché il mondo del lavoro è cambiato, le esigenze dei collaboratori sono diverse rispetto al passato».
Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Abruzzo e Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, ha aggiunto: «È fondamentale che le piccole e medie imprese del nostro territorio, competenti e innovative, all’interno della filiera automobilistica, comprendano la direzione delle forze macroeconomiche e geostrategiche che stanno ridefinendo il mondo. Come nel passato, quando il motore a scoppio ha rivoluzionato il settore, oggi le rivoluzioni tecnologiche sono ancora più rapide e dirompenti. Accettiamo queste sfide e le opportunità che ne derivano».
«La sostenibilità per le imprese deve essere vissuta come uno stimolo continuo per migliorare i processi e aumentare la competitività nei propri mercati di riferimento», ha aggiunto Mario Zanetti, delegato del presidente di Confindustria per l’Economia del mare, presidente Confitarma e ad Costa Crociere.
Per il presidente della Regione, Marco Marsilio, «per tutta la precedente legislatura abbiamo portato avanti una serie di cicli di investimenti che dovremo cercare di completare in questa legislatura. Sulle infrastrutture è innegabile che abbiamo fatto dei passi avanti importanti sia in relazione alla logistica che nel sistema della programmazione degli investimenti così come aprendo diversi cantieri. Occorre, però, un quadro generale stabile e prevedibile che a livello europeo consenta di creare un contesto più propizio all'aumento della capacità produttiva. In sostanza, la sostenibilità deve coniugarsi al meglio con una transizione giusta». L'assessore regionale Tiziana Magnacca, dal canto suo, ha messo in evidenza un dato pubblicato dall'Ocse che vede l'Abruzzo in testa in Italia in relazione ai lavori green-driven, i cosiddetti “lavori verdi” «che possono aumentare l'occupazione nei settori dell'agricoltura, del manifatturiero, della ricerca e dello sviluppo, dell'amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale».