Le indagini a carico di ignoti, la casa è ancora sotto sequestro

6 Febbraio 2019

Fra le persone che sperano che vengano identificati gli assassini di Antonio Lizzi , c’è il sindaco di Monteodorisio, Saverio Di Giacomo. Il pensionato fu picchiato come i coniugi Martelli di...

Fra le persone che sperano che vengano identificati gli assassini di Antonio Lizzi , c’è il sindaco di Monteodorisio, Saverio Di Giacomo. Il pensionato fu picchiato come i coniugi Martelli di Lanciano, massacrati di botte a settembre scorso a scopo di rapina. Le similitudini fra i due fatti di cronaca sono stati segnalati 5 mesi fa agli investigatori da Saverio Di Giacomo. Il movente che ha portato alla morte di Lizzi potrebbe essere lo stesso per il quale il medico Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan sono stati torturati: una rapina. «L’unica certezza e consolazione», ha detto più volte il sincaco, «è che l’assassino non è fra noi». In effetti le comparazioni dei carabinieri del Ris (il reparto investigazioni scientifiche) sul Dna dei conoscenti di Lizzi hanno dato esito negativo. Gli assassini, dunque, non abiterebbero a Monteodorisio. Dopo l’omicidio sono andati lontano e, finora, hanno fatto perdere ogni traccia. L’indagine, al momento, resta a carico di ignoti. Dopo 12 mesi il mistero è ancora irrisolto. I sigilli ancora presenti su porte e finestre della casa di Lizzi rivelano però che né la magistratura, né i carabinieri si arrendono. Gli investigatori stanno facendo il possibile per evitare che l’omicidio di Lizzi resti un mistero irrisolto come l’uccisione di Antonio Menna, agricoltore del paese, avvenuta 40 anni fa. Nel 1979, mentre faceva provviste di acqua vicino a una fontana alla periferia del paese, qualcuno tese un agguato all’agricoltore quarantenne. L’assassino lo colpì alle spalle. Il fatto avvenne all’alba. Menna era uscito da casa per raggiungere la sua campagna. Aveva bisogno di acqua e si era avvicinato ad una fontana. Era di spalle, quando fu colpito a morte da diverse fucilate alla schiena. Il fascicolo sull’omicidio premeditato è stato chiuso senza il nome dell’assassino. Nessuno fu in grado di aiutare i carabinieri. Nessuno vide e sentì nulla. Esattamente come per l’uccisione di Lizzi. (p.c.)