Le perdite ci costano caro In viale Abruzzo la più grande

CHIETI. Siamo in viale Abruzzo, a Chieti Scalo. Quasi di fronte ad Epica, il negozio di edilizia, c’è un’enorme perdita di acqua potabile. Un commerciante, che ha la sua attività a poche decine di...
CHIETI. Siamo in viale Abruzzo, a Chieti Scalo. Quasi di fronte ad Epica, il negozio di edilizia, c’è un’enorme perdita di acqua potabile. Un commerciante, che ha la sua attività a poche decine di metri, afferma che la perdita esiste da quasi due anni. Ma nessuno, del Comune, si è finora preoccupato di ripararle. Non è però l’unica. Il cittadino Luigi Silveri ne segnala un’altra, molto estesa, in via Vella, nei pressi del circolo ippico. Mentre Marisa Tiberio, presidente della Confcommercio, ci conferma la riparazione della perdita che, fino a ieri, era visibile davanti al suo negozio. La rete idrica di Chieti, soprattutto nella zona dello Scalo, è ridotta a un colabrodo. Ciascuno di noi si chiede quanta acqua potabile viene sprecata ogni anno nel territorio cittadino? E in che modo questo spreco incide sulle tasche e quindi i bilanci delle famiglie? Una fonte documentata ci rivela un dato impressionante: ogni anno l’Aca (Azienda consortile acquedottistica) contabilizza e fa pagare al Comune di Chieti 12 milioni di metri cubi di acqua.
Dalla bollettazione, operata da Teate Servizi, risulta invece che l’acqua realmente consumata è di 5 milioni di metri cubi. Lo spreco è enorme: ammonta a 7 milioni di metri cubi. Che, in qualche modo, il Comune recupera sulla pelle dei cittadini. Ma le perdite, come quella di viale Abruzzo, non vengono riparate. (l.c.)

