Legambiente boccia le foci Fosso San Giovanni e Moro

10 Agosto 2016

FOSSACESIA. Su tre campionamenti effettuati in provincia di Chieti dall’equipe tecnica di Goletta Verde, storicacampagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di...

FOSSACESIA. Su tre campionamenti effettuati in provincia di Chieti dall’equipe tecnica di Goletta Verde, storicacampagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, tutti e tre i punti sono stati trovati con «cariche inquinanti oltre i limiti di legge». Nel mirino ci sono sempre fossi e foci di fiumi che, come ha dichiarato l’associazione ambientalista in una nota, «continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati». I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 25 e il 26 luglio scorsi. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono stati considerati come “inquinati" i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e come “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente, ma degli stessicittadini attraverso il servizio Sos Goletta. Sono stati giudicati quindi come “fortemente inquinati” i campioni prelevati alla foce del Fosso San Giovanni in località La Penna a Fossacesia e alla foce del fiume Moro in località Acquabella-San Donato nel comune di Ortona. Risulta invece “inquinato” il campione prelevato alla spiaggia in corrispondenza del Fosso del Diavolo a Dragonia a Torino di Sangro.

«Il monitoraggio», spiegano a Legambiente, «prende in considerazione il campionamento dei punti critici scelti in base a un maggior rischio presunto di inquinamento. Per questo vengono prese in esame le foci di fiumi e torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso si trovano nelle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all'insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano al mare». «Per risolvere queste criticità sono stati già affidati interventi per circa 170 milioni di euro», sottolinea Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo. «LaRegione e le amministrazioni comunali hannoil compito di monitorare questi investimenti e i relativi appalti, affinché già dal prossimo anno i risultati siano sotto gli occhi di tutti».

Daria De Laurentiis

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