«Lei mi accusa? In realtà la vittima sono io»
FOSSACESIA. Da un lato c’è lei che accusa l’ex convivente di lesioni, maltrattamenti e stalking e che si è costituita parte civile nel processo che si è aperto ieri di fronte al giudice Andrea Belli....
FOSSACESIA. Da un lato c’è lei che accusa l’ex convivente di lesioni, maltrattamenti e stalking e che si è costituita parte civile nel processo che si è aperto ieri di fronte al giudice Andrea Belli. Dall’altro c’è lui, l’ex convivente, D.N., 65 anni, di Fossacesia, difeso dall’avvocato Giacinto Ceroli, che sostiene di essere semmai lui vittima di una donna a cui in cinque anni ha fatto regali, tra cui una casa, e ha fatto fare una vita agiata. Insomma, lei accusa di stalking e lesioni l’ex e lo trascina a processo, lui passa al contrattacco definendosi vittima della donna.
Secondo la Procura la donna, di San Vito, il 28 agosto 2011 avrebbe subito lesioni da parte dell’ex convivente che al termine di un litigio l’avrebbe afferrata per la gola: escoriazioni e tre giorni di prognosi. I litigi, che erano frequenti, pare avvenissero anche in luoghi pubblici, dove l’uomo usava apostrofarla con epiteti ingiuriosi. Dopo che lei lo ha lasciato, però, sempre secondo l’accusa, è iniziato lo stalking. L’uomo la pedinava, si appostava sotto casa e le mandava missive minatorie anonime. Addirittura, tra novembre 2013 e maggio 2014, l’uomo avrebbe diffuso per San Vito, manifesti e volantini in cui la offendeva. «Questo il quadro accusatorio ma abbiamo depositato atti», dice l’avvocato Ceroli, «in cui evidenziamo che semmai la parte offesa e la vittima è l’uomo. Può essere un uomo violento una persona che fa vivere la donna nell’agio, accudendola assieme al figlio, visto che lei non lavorava, e facendole regali? Addirittura le ha ristrutturato e regalato una casa da centinaia di migliaia di euro. Ce ne fossero di stalker così!». Sarà il giudice a districare la vicenda, un amore finito in malo modo tra presunte lesioni, ingiurie e tanta sofferenza, da entrambe le parti. (t.d.r.)

