Leombroni e la pallavolo Dalla D alla A1 in 4 anni

14 Agosto 2016

I personaggi della teatinità. Il miracolo sportivo dell’ex tecnico della Napolplast Una straordinaria galoppata con atleti locali come Esposito, Borrone e D’Alessio

CHIETI. Giampiero Leombroni, personaggio della mia vetrina, mi perdonerà se, per scrivere di lui, parlerò poco della sua preparazione tecnica, dei suoi pur importanti trascorsi di funzionario pubblico, di dirigente che ha avuto nella sua brillante carriera, anche se non priva di difficoltà (superate, e di questo gli va dato atto, sempre tenendo la barra dritta), la fiducia e la piena considerazione di un imprenditore come Carlo Toto e dell’attuale presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso, come dirò poco dei suoi attuali importanti incarichi, ma molto di quello che ha dato allo sport teatino e alla pallavolo. Infatti Leombroni è stato protagonista della straordinaria impresa di portare in soli quattro anni la squadra di pallavolo, nata dalla unione di due società, la Primavera di don Massimo Colella, allenata proprio da Leombroni, con la formazione dei Vigili del fuoco, la Teseo, dalla serie D alla A1. Infatti, con la nuova squadra, sponsorizzata dalla Napolplast, Leombroni fu protagonista di un piccolo ma grande miracolo sportivo. Era il 1975: la Napolplast vinse a mani basse il primo campionato, l’anno successivo era in serie C, poi due stagioni in serie B, per approdare nel 1980 in serie A. Una unica, straordinaria galoppata per far raggiungere a una squadra maschile teatina il massimo risultato mai raggiunto nello sport nazionale. Di quella impresa Leombroni è stato il fondamentale artefice, insieme ad un nucleo di giovani atleti locali, come Alceo Esposito, Marcello Borrone, Carlo D’Attanasio, Antonio Di Renzo, Piero Casoria, Walter D’Alessio, Francesco Egidi e altri. Non vanno dimenticati i dirigenti, il presidente Sulpizio Ricciuti e tutta la schiera di appassionati che lavoravano attorno a lui, con entusiasmo e dedizione totale. A dare sostanza alla squadra arrivarono poi anche campioni provenienti da altre realtà sportive, ma il nucleo centrale restò quello dei giocatori che Leombroni fece crescere fino a farli diventare protagonisti nella massima serie del volley italiano. Leombroni conquistò la salvezza nel primo campionato di serie A1 disputato. L’anno successivo, stagione 1981-82 la squadra fece ancora meglio, perché arrivò a giocarsi i play-off scudetto.

Giampiero, per gli impegni professionali sempre più gravosi, dovette lasciare il pesante incarico di gestire una squadra di serie A, ma non abbandonò il volley. Allenò altre squadre, sempre con successo, tra cui anche quella femminile. Man mano fu costretto, certamente con dispiacere, a chiudere quella intensa e piena di soddisfazioni fase della sua vita, per rispondere agli impegni professionali. Una carriera splendida, a dimostrazione delle qualità del personaggio. La Regione gli ha affidato il non facile compito di gestire come commissario straordinario l'Azienda regionale delle attività produttive, con il compito di curarne la riorganizzazione e il risanamento economico e finanziario e per un periodo anche il Consorzio di bonifica Sud di Vasto. Nel suo curriculum ci sono poi gli incarichi assolti in favore della Toto Holding di Chieti e il ruolo alla Provincia di Pescara. Insomma, se il volley ha perso un allenatore di primo livello, la comunità civile ha goduto di una persona competente e affidabile.