Lettera di 50 sindaci al ministro: «Subito un incontro sulla Sevel»

17 Settembre 2021

I primi cittadini del Sangro-Aventino e Frentano scrivono a Giorgetti: «Questo è un caso nazionale» Anche i sindacati vogliono il dialogo con il governo: «L’automotive precipita, serve un intervento»

ATESSA . Sevel riduce la sua corsa produttiva e la Val di Sangro trema. È di mercoledì scorso la notizia che lo stabilimento dei Ducato passerà, dal 27 settembre, da 18 a 15 turni lasciando a casa 650 trasfertisti e 300 lavoratori con contratto da agenzia di somministrazione in scadenza. Sono i contraccolpi di una crisi mondiale della fornitura di microchip (i cosiddetti semiconduttori) per le parti elettriche dei veicoli. E Sevel, che viaggiava spedita verso la realizzazione di oltre 300mila furgoni, ha dovuto frenare drasticamente la produzione. I sindaci del territorio sono in allerta e hanno scritto una lettera al ministro dell’Economia e dello sviluppo, Giancarlo Giorgetti: «Il problema della crisi nell’approvvigionamento dei semiconduttori, che riguarda tutto il settore dell’automottive, è un dato della realtà di oggi», scrive una cinquantina di primi cittadini dei territori del Sangro, dell’Aventino, del Frentano e dell’ortonese che chiede un incontro urgente al ministero.
«Alle difficoltà attuali si aggiungono i timori per la prevista apertura, agli inizi del prossimo anno, dello stabilimento polacco di Gliwice, che produrrà il Ducato. La dimensione degli interventi da mettere in programma per rendere più competitiva questa zona industriale - che dà lavoro a migliaia di persone anche di altre regioni - e per favorire produzione e occupazione, è da individuarsi in politiche, misure e risorse individuabili e attingibili negli strumenti a disposizione del governo centrale, dato il rilievo strategico e l’interesse nazionale dei problemi che vanno affrontati e risolti». La Sevel, per i sindaci, deve diventare «un caso nazionale». Anche i sindacati chiedono un incontro urgente col Governo. «Esprimiamo un forte rammarico per la situazione verificatasi in Sevel», interviene Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic, «perché i lavoratori con contratto di somministrazione hanno bene operato con spirito di sacrificio in questi anni. E sapere che saranno avviati verso un percorso di precarizzazione ci riempie di angoscia». Per Gianluca Gagliardi, segretario provinciale Fismic, «bisogna prevedere una corsia preferenziale per i lavoratori precari per richiamarli al lavoro non appena sarà risolto il problema dei semiconduttori».
«Il Governo non può più fare da spettatore mentre l’industria dell’automotive precipita», rimarcano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma responsabile automotive Fiom, «non c’è più tempo: occorre convocare le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori, mettere in campo iniziative di lotta fino allo sciopero con l’unità dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali».
«La Sevel deve ritirare questo provvedimento ed aprire un tavolo con tutti i sindacati presenti in azienda per affrontare la situazione attuale», fa sapere Usb Abruzzo, «e programmare un futuro che dia certezze occupazionali e produttivi per i prossimi 10 anni. Il fallimento delle relazioni sindacali introdotte dal contratto collettivo specifico è sotto gli occhi di tutti, è tempo di cambiare rotta e mettere in sicurezza l’occupazione nello stabilimento dei record. L’Usb è aperta ad confronto con azienda, politica e altre organizzazioni partendo dal ritiro immediato di tali tagli occupazionali poiché si tratta di lavoratori presenti da anni nello stabilimento, che hanno profuso enormi sacrifici per ottenere un contratto stabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA