Liste di attesa, visita prenotata per il 2024

Le criticità della sanità teatina. Tempi lunghi per un controllo. Una ragazza denuncia: pensavo fosse un errore
CHIETI . Non ci sono solo i problemi della campagna vaccinale anti Covid tra le criticità della sanità teatina. L’emergenza pandemica ha tenuto al palo per molto tempo le attività sanitarie, per mesi concentrate in maniera preponderante nella lotta al virus, ma il resto delle attività va salvaguardato.
E così che ha destato un certo sgomento la prenotazione di una visita medica richiesta qualche giorno fa al Santissima Annunziata e fissata per il 2024. La ragazza che l’aveva richiesta non poteva credere ai suoi occhi: «Caro utente ti abbiamo riservato una prestazione per il giorno giovedì, 14 marzo, 2024…». E visto che effettivamente esiste un giovedì 14 marzo 2024, sarebbe inutile pensare a un errore del sistema di prenotazione, ipotesi che pure all’inizio aveva sfiorato la ragazza stessa di fronte alla visita medica a distanza di tre anni dalla richiesta.
«No, nessun errore», dice, «va bene che non si trattava di una visita urgente ma solo di un controllo dei nei. Prima però ci dicono che dobbiamo fare prevenzione e poi, sostanzialmente, non ci mettono in condizioni di farla. Mio padre doveva fare una risonanza magnetica al ginocchio, ma di fronte ai tempi lunghi ci ha rinunciato».
Le proteste per le liste d’attesa troppo lunghe sono diverse. L’utente che ha richiesto la visita dermatologica - tecnicamente si tratta di un’osservazione dermatologica in epiluminescenza - ha denunciato il caso, fotografando il certificato di prenotazione della visita a testimonianza delle sue parole, ma ha preferito non pubblicare nome e cognome.
Ugo Sambenedetto ha fatto cadere anche quest’ultima remora: «Ho prenotato una ecografia alla spalla», ha riferito, «e hanno detto che si libererà un posto solo nel 2022, non mi hanno dato neanche il mese. Solo l’anno. Eppure non si tratta di chissà quale esame». Quindi lo stesso aggiunge: «Io, avendone proprio bisogno, ho risolto scegliendo una struttura privata, che però è fuori città. Ma non è possibile che il nostro ospedale sia così bloccato. Va bene che c’è stata l’emergenza sanitaria, che ha provocato gravissimi problemi e siamo i primi a rendercene conto», conclude l’uomo, «ma non può essere questa la sanità per cui paghiamo fior di tasse». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

