Lite in aula sulla gestione della ex stazione

18 Luglio 2018

San Vito Chietino. La minoranza abbandona il consiglio. L’assessore Catenaro: polemica strumentale

SAN VITO CHIETINO. La minoranza che, compatta, abbandona l’aula, gli animi che si surriscaldano tanto che volano offese, la diretta streaming che si interrompe. Clima rovente nel consiglio comunale quando si deve trattare l’ultimo punto all’ordine del giorno: “Comunicazione e discussione sul contratto di sub comodato d’uso dell’ex sottostazione in via Caduti sul Lavoro”. Sottostazione affidata dalla giunta Bozzelli a tre associazioni locali. Arrivati al punto i consiglieri di minoranza, Paola Bomba e Luciano Bucco (Nuova Alleanza per San Vito) ed Enzo Altobelli e Guerriero Giannantonio (Viviamo San Vito), si affidano alla consigliera Bomba per leggere un comunicato congiunto in cui dicono che non parteciperanno all’esame del punto.
«Su tale argomento», dice la minoranza, «la giunta ha già deciso di affidare l’area a tre associazioni composte dalle persone che la occupano abusivamente da anni e sono legate a stretto filo parentale e personale con chi oggi ricopre importati ruoli di amministratori nella maggioranza. L’aver inserito questo punto come “comunicazione e discussione” dopo aver già deciso, dopo che è stato addirittura sottoscritto e registrato il contratto di comodato alle tre associazioni è uno spregio al regolamento comunale e un vero affronto ai diritti dei consiglieri di opposizione che rappresentano i 2/3 degli elettori sanvitesi. Il principio di partecipazione da voi tanto propagandato vi avrebbe dovuto imporre di coinvolgerci prima di assumere una decisione importante e non dopo averla presa. Non partecipiamo a una discussione superflua e ci riserviamo future iniziative a riguardo». Volano offese mentre Bomba parla e la diretta streaming viene interrotta, sostiene la minoranza «impedendo di far sapere ai cittadini i motivi della nostra scelta».
«Era una comunicazione come tante altre già fatte», risponde l’assessore Andrea Catenaro, «la loro è solo una questione ideologica. Avremmo anche potuto evitare accordi, il regolamento immobili comunali ci permetteva di dare in gestione, per la manutenzione, direttamente la ex stazione, invece abbiamo cercato l’accordo con ferrovie, associazioni. Abbiamo aperto un tavolo di confronto che la vecchia amministrazione non ha mai fatto. Provincia, regione, Fs hanno riconosciuto il ruolo svolto dalle associazioni nel fermare il degrado delle aree dismesse e il valore sociale e culturale delle attività svolte nell'ex sottostazione. Non ci sono conflitti di interesse».
Teresa Di Rocco
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