Lite per un serpente, dipendente Asl nei guai

Un magazziniere della farmacia denuncia un collega di lavoro e si mette in malattia, ma è tutto falso
CHIETI . Prima ha simulato un’aggressione, poi si è finto malato. Un dipendente della Asl Lanciano Vasto Chieti, S.M., 51 anni, è finito sotto processo con le accuse di calunnia e tentata truffa. L’uomo, in servizio come magazziniere nella farmacia dell’ospedale Santissima Annunziata, avrebbe messo in piedi un’autentica sceneggiata. Ma è stato scoperto dalla Divisione anticrimine della questura di Chieti, nello specifico dal posto fisso di polizia del policlinico con il sovrintendente capo Lorenzo Fagnano.
Secondo le indagini, tutto nasce da una banale discussione tra colleghi di lavoro nell’ambito di una circostanza alquanto curiosa avvenuta il 10 settembre del 2016. Uno dei magazzinieri della farmacia trova con sua grande sorpresa, all’interno dei locali, una biscia. Probabilmente, il serpente è riuscito a entrare nell’ospedale passando da una finestra lasciata aperta. Un altro dipendente, M.T., chiede a S.M. di aprire la porta per fare uscire l’animale. Ma il 51enne si rifiuta di farlo, sostenendo che il collega ha usato toni sgarbati e irrispettosi nei suoi confronti. Così S.M. si allontana dal posto di lavoro, raggiunge il vicino pronto soccorso e racconta ai medici di essere stato picchiato dal suo collega. Dai successivi accertamenti della polizia, però, emerge che quell’aggressione non c’è mai stata. A quel punto S.M. è stato denunciato e il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha deciso di citarlo a giudizio. Ieri mattina, davanti al giudice Chiara Di Gerio e al pm d’aula Natascia Troiano, sono stati ascoltati i tre testimoni che hanno assistito alla scena: tutti hanno negato qualunque tipo di aggressione: «S.M.», hanno ripetuto più volte, «non è stato sfiorato neanche con un dito. All’improvviso, non lo abbiamo più visto sul posto di lavoro». L’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Bucceroni, ha invece ribadito che l’aggressione c’è stata: «I testimoni non raccontano il vero, sono stato picchiato dal mio collega: ha iniziato a spintonarmi, poi mi ha preso a pugni sulla spalla e mi ha girato un braccio». È scattata anche l’accusa di tentata truffa perché, secondo il pm, il 51enne ha inoltrato all’Inail «la richiesta di riconoscimento di infortunio sul lavoro, non riuscendo nell’intento di ottenere la relativa indennità per cause indipendenti dalla sua volontà». La Asl si è costituita parte civile con l’avvocato Duilio Crisci. Nella prossima udienza, fissata per il 26 marzo, arriverà la sentenza. In caso di condanna, il dipendente della Asl potrebbe rischiare anche il posto di lavoro. (g.let.)

