Lo sport in carcere col progetto del Coni

7 Aprile 2015

CHIETI. Procede a pieno regime l’attività del Coni di Chieti, che ha visto ripartire i progetti “Sport in carcere” e “Crescere in movimento”. «Il progetto ‘Sport in carcere» spiega il delegato Coni...

CHIETI. Procede a pieno regime l’attività del Coni di Chieti, che ha visto ripartire i progetti “Sport in carcere” e “Crescere in movimento”. «Il progetto ‘Sport in carcere» spiega il delegato Coni point Chieti Gianfranco Milozzi «prevede una serie di interventi nelle carceri di tutta la provincia. A Chieti abbiamo trovato la massima disponibilità della direzione che ha da subito creduto nell’iniziativa. Abbiamo profuso il massimo impegno perché fermamente convinti dell’importanza dell’attività sportiva sotto molteplici aspetti dalla salute al rigore nello stile di vita». Per “Sport in carcere” oltre alle discipline sportive, corpo libero e calcio a 5, sono previste attività collaterali come corsi di primo soccorso e di corretta alimentazione. «Lo sport insegna il rispetto delle regole e in un ambiente come quello carcerario è un aspetto fondamentale» prosegue Milozzi «inoltre una buona condizione fisica migliora i rapporti tra le persone ed è molto importante sotto l’aspetto sanitario. Il nostro obiettivo è allargare l’iniziativa al maggior numero di carceri». L’altro progetto, “Crescere in movimento”, è rivolto ai bambini dai 3 ai 5 anni e vuole essere uno “strumento ausiliario” al lavoro quotidiano delle educatrici. «L’esperienza-gioco con il proprio corpo» spiega Milozzi «effettuata con attrezzatura didattica adeguata all’età, può agevolare il bambino nella presa di coscienza delle proprie possibilità e capacità. Non deve essere inteso come avviamento allo sport, ma come attività educativa che, oltre a favorire l’evoluzione di abilità motorie, come il correre, il saltare e il lanciare, porta al superamento di paure che i bambini manifestano nell’affrontare esperienze motorie nuove. Pertanto con questa proposta si vuole contribuire alla maturazione di autostima ed autonomia del bambino, e promuovere la presa di coscienza del valore del proprio corpo». Il progetto prevede un percorso organizzato in sedute psicomotorie, nelle quali attraverso il gioco il bambino può conoscere e sperimentare, dando libero sfogo alle proprie abilità. (m.d.c)

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