«Lo Sprar non garantisce la vera inclusione»

Immigrati, Di Campli (FI): non è il Comune a gestirlo. I movimenti di destra: vantaggi solo per le coop
LANCIANO. «Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati non risolve assolutamente il problema dell’immigrazione a Lanciano». Arrivano le prime critiche alla scelta dell’amministrazione comunale di aderire alla rete Sprar, che porterà in città un numero massimo di 90 rifugiati. A intervenire è la consigliera di FI Graziella Di Campli, che si è astenuta nella votazione in aula. «Al momento della presentazione in commissione prima e in consiglio poi di questa formula innovativa, la disponibilità ad accoglierla era totale», dice, «ci si accorge ora che altro non sarà che la sistemazione di 90 rifugiati o richiedenti asilo a cui la città non potrà garantire nessuna vera accoglienza né inclusione. Ma la cosa più grave è che il Comune non potrà gestirli direttamente ma dovrà espletare una gara europea (a settembre, da 3,5 milioni, ndc) per identificare l’ente gestore. L’unica differenza sarà nell’evitare che ci vengano imposti dalla prefettura senza alcuna consapevolezza. Il Comune ha giustamente aderito all’opportunità offerta dal Ministero di assicurarsi che siano ospitate persone già identificate come rifugiati o richiedenti asilo, ma per il resto tutto rimane identico all’esperienza già vissuta a Villa Elce. Si può parlare di integrazione o di inclusione», conclude la Di Campli, «solo quando si riesce a garantire a chi si trova in condizioni di disagio di superarlo e ad acquisire la capacità di autodeterminarsi e di costruire il proprio futuro attraverso l’inserimento civile sociale e soprattutto lavorativo. Con lo Sprar questo non avverrà mai perché chi arriva è solo di passaggio». Perplessità vengono espresse, per tutt’altre motivazioni, anche da due movimenti di destra. «Il tessuto sociale di Lanciano non è assolutamente nelle condizioni di accogliere un così alto numero di immigrati che si andrebbero ad aggiungere ai tanti già presenti sul territorio», afferma il segretario della sezione locale di Forza Nuova, Marco Basilischi, «nessuna città che ha aderito a questa scellerata scelta è poi rimasta con la percentuale prevista di immigrati. Lanciano andrebbe inesorabilmente incontro a conflitti sociali e problemi di sicurezza. Ma ovviamente ci sarebbe anche la fortuna di qualcuno, quelle due cooperative che fin da oggi, ben prima che inizino le pratiche burocratiche, sappiamo che saranno le assegnatarie del business». «Quella del Comune è una scelta sconsiderata, che tiene in maggior conto gli interessi delle coop che gestiscono l’accoglienza che quelli dei lancianesi», afferma Marco Pasquini, responsabile locale di CasaPound, «l’ulteriore presenza di altri immigrati sul territorio non è gestibile. Mancano strutture adeguate, mancano i controlli e soprattutto la trasparenza dei numeri. Verificheremo, inoltre, se le medesime opportunità di inclusione sociale e lavorativa saranno garantite ai cittadini in difficoltà di Lanciano». (s.so.)
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