Lo studio radiologico Colalè festeggia cento anni di attività

LANCIANO. È pronto a festeggiare i 100 anni di attività lo studio radiologico Colalè, da 10 anni diventato Istituto diagnostico Madonna del Ponte, tra tradizione, innovazione e incontri aperti a...
LANCIANO. È pronto a festeggiare i 100 anni di attività lo studio radiologico Colalè, da 10 anni diventato Istituto diagnostico Madonna del Ponte, tra tradizione, innovazione e incontri aperti a tutti i cittadini di informazione scientifica e prevenzione. «Il 2020 sarà un anno davvero particolare per l’istituto», dice Moreno Camponetti, amministratore unico della struttura, «festeggeremo i 10 anni che ho rilevato la proprietà della dottoressa Maria Pia Colalè, ricorderemo purtroppo i 10 della morte dell’amata dottoressa e soprattutto celebreremo i 100 anni di storia della struttura che è sorta grazie a Nicola Colalè negli anni 20 del secolo scorso, proprio nei sotterranei della villa che ancora domina i Cappuccini. Sto ricostruendo la storia della famiglia e della struttura grazie anche a questi preziosi documenti che erano custoditi nella villa».
Camponetti mostra i documenti ingialliti, preziosi, alcuni con la firma addirittura del re Vittorio Emanuele III, il sigillo reale. Documenti che assieme ai libri e agli strumenti conservati nella villa permettono di ricostruire la storia dei Colalè a Lanciano, almeno dal ‘700 e la storia stessa della città. «Le nostre ricerche ci fanno ipotizzare che il 2020 sigli i 100 anni dell’attività dello studio Colalè, e pensare che è difficile pure trovare un ambulatorio in tutta Italia che superi i 60 anni di lavoro», riprende Camponetti. «Lo studio radiologico “Gaetano Colale”, ha precorso i tempi diventando una vera e propria istituzione nel panorama sanitario abruzzese e noi oggi vogliamo portare avanti questa tradizione fatta di professionisti e attrezzature all’avanguardia». Il nuovo nome, “Madonna del Ponte”, è stato dato all’istituto diagnostico 10 anni fa in onore della patrona della città, come suggerito anche del vescovo Emidio Cipollone, e occupa il piano terra della struttura dei Cappuccini mentre al primo piano c’è l’ambulatorio polispecialistico (Api) che si avvale di 40 professionisti, molti dei quali arrivano da fuori regione. E dall’ambulatorio nascono gli incontri informativi alla cittadinanza. «La prevenzione è fondamentale», chiudono Camponetti e Franco Ruggieri, direttore sanitario Api, «e si fa con la conoscenza e l’informazione. Per questo da metà gennaio organizziamo tre incontri pubblici: nel primo si parlerà di allergie con Marco Cervone, poi di dermatologia con Giampiero Mazzocchetti e di gastroenterologia con Massimo Cianci».

