Lu Lunarjie racconta l’Abruzzo

6 Gennaio 2015

L’Aics presenta la 27ª edizione del calendario astrologico in vernacolo

CHIETI. Enogastronomia ed ecologia: è la nuova accoppiata targata Aics, l’Associazione italiana cultura e sport che edita il Lunario, calendario astrologico in vernacolo, che ieri ha svelato la sua 27ª edizione lanciano il nuovissimo Movimento del turismo “eco-gastronomico”, neologismo che deriva dalla integrazione, per altro naturale e scontata, della tutela dell’ambiente e della buona alimentazione. Tutti temi cari agli ideatori del Lunario che, occupandosi di cibo e prodotti della terra, quest’anno ha trovato pure un’adeguata vetrina all’Expo di Milano.

A tenere a battesimo la 27ª edizione del Lunario, o per essere più fedeli al progetto, de lu Lunarjie, c’erano due dei suoi creatori, Ugo Iezzi e Mario D’Alessandro (il terzo è il vignettista Passepartout, al secolo Gianfranco Tartaglia), insieme al presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) Giovanni Rossi, nominato presidente onorario del nuovo Movimento, al presidente Argalam (associazione giornalisti agroalimentare e ambientale aderente a Fnsi) Donato Fioriti, al responsabile della commissione nazionale ambiente Aics, Andrea Nesi, e al presidente provinciale Aics, Valerio Cesarini. «Con questo nostro calendario in dialetto raccontiamo da 27 anni il territorio dell’Abruzzo e anche di tutto il Centro Appennino», ha detto l’ideatore Ugo Iezzi, «a maggio il Lunario tornerà all’Expo e farà da vetrina alle eccellenze del territorio». Il tema di quest’anno è dedicato alla transumanza, evento che ben si adatta a svelare il patrimonio di tradizioni di tutti i territori attraversati dalla migrazione stagionale delle greggi, coi i tratturi perfetti trait d’union tra il Piceno, l’Abruzzo, il Molise, il Foggiano, includendo anche la capitale, ovvero tutti i territori abbracciati dal Lunario di quest’anno. Il Lunario ha da sempre portato con sé una coda progettuale. Stavolta, dunque, ha lanciato il Movimento del turismo “eco-gastronomico”, che, come dice lo stesso Iezzi, è un po’ la scoperta dell’uovo di Colombo: «Cioè che una buona agricoltura, un’enogastronomia di qualità, devono avere alla base la tutela dell’ambiente». Il movimento, dunque, che mette insieme la buona tavola, il viaggio e la bellezza del paesaggio, tutto questo riassunto in modo sinergico e strategico nell’espressione “turismo eco-gastronomico”.

L’iniziativa si è conclusa con l’esecuzione della nuova canzone in dialetto dedicata al Caffè Vittoria, ritrovo della vita del centro storico teatino, scritta da Mario D’Alessandro ed eseguita dai Cantori di Chieti diretti dal maestro Peppino Pezzulo, e il brindisi finale con vino della tenuta Oderisio.

Arianna Iannotti

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