Maccio, ironia e teatinità Anteprima del film in città

La presentazione di “Omicidio all’italiana” con politici, attori e magistrati Capatonda: «Mannaggia alla Maiella... È bellissimo essere qui a Chieti»
CHIETI. «E' bellissimo essere a Chieti. Perché proprio qui? E' stata una svista di mia madre». Parole che trasudano talmente tanta ironia, che a pronunciarle non poteva che essere Maccio Capatonda, al secolo Marcello Macchia, sabato sera sul palco delle sale cinematografiche del Megalò, prima che inizi la proiezione in anteprima assoluta di Omicidio all'Italiana. Con lui Luigi Luciano, in arte Herbert Ballerina, che ringrazia i parenti in sala «che mai nessuno li ricorda». Sul palco anche la celebre attrice Roberta Mattei, nel film l'integerrima poliziotta Sandra Pertinente e l'immancabile Enrico Venti, ovvero Ivo Avido, che ha permesso l'anteprima nella sua città di un film che dal 2 marzo sarà almeno in 400 sale. E che insieme agli altri del trio ringrazia il consigliere comunale Marco Di Paolo, il tramite tra lo staff e i territori che sono stati scenari delle riprese, tra cui Chieti. Non poteva che iniziare così uno dei momenti più attesi negli ultimi mesi, attraverso parole taglienti e che hanno mostrato quanto i tre amino la propria terra, luoghi in cui nasce il piccolo paesino «quasi morto» che nel film prende il nome di Acitrullo. Un legame stretto con Chieti e con l'Abruzzo: «Corvara doveva essere Acitrullo» dice Maccio «era scritto nella pietra. Ho detto: dobbiamo girare qui perché la posizione in cui Corvara si trova è scomoda». Un paesino popolato dai pochi anziani rimasti ad aspettare che qualcosa di nuovo accada, quelle anziane comparse e figure speciali che si ritroveranno sedute nella piazzetta o nel bar del paese, dove in prima fila spiccano i volti dei teatini Nicola Torello, 93 anni portati alla grande, e di Leo Petaccia, che di anni ne ha ottanta. Ed è Venti che fa esaltare le comparse e le figure speciali accorse nelle sale del Megalò, fra cui Christian Ippolito dello staff, ieri con gli amici de I 4 Santi, gruppo che sta spopolando sul web con parodie, video e sketch: «Eccoli Torello, Petaccia e tutti gli altri. Alzatevi in piedi che il film è vostro» grida Venti. Poi Marco Papa e Christian Iansante: «Avevo tre scene e una l'hanne tajate» scherza Iansante «questa è una grande opera che si chiama Omicidio all'Italiana», qui il tono è serio. Serata per condividere quei legami con la propria terra, quando nel film si reinventano e distorcono lessici, parole e suoni. Laddove di tanto in tanto non possono mancare esplicite espressioni dialettali, segni di una storia regionale. Come quando a Maccio scappa un «mannaggia alla Maiella» o quando l'espressione «s'ha 'nceppate» dà vita ad un nuovo santo, “San Ceppato”.
La pellicola scorre e svela così la trama, quella che parla di un “finto” omicidio avvenuto ad Acitrullo e che verrà sfruttato dai “due sindaci” per attirare il circo mediatico, non senza colpi di scena. Dove Sabrina Ferilli diventa la regina del talk show “Chi l'Acciso?”, quando con amara ironia emergerà il corto circuito che s'innesca tra verità giudiziarie e verità dello spettacolo. Sabato la sala è gremita, con il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, il procuratore capo della procura di Vasto Giampiero Di Florio, il presidente della Provincia Mario Pupillo e consorte, l’onorevole Fabrizio Di Stefano con la moglie, il consigliere regionale Mauro Febbo, gli assessori comunali Antonio Viola, Maria Rita Salute e Valentina Luise, il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto e i consiglieri quasi al completo. Poi anche Marisa Tiberio, presidente provinciale della Confcommercio.

