Manca l’acqua, disagi per 47mila teatini

4 Luglio 2021

A Chieti Scalo riduzioni tutti i giorni dalle 23 alle 5.30, sul Colle i rubinetti saranno a secco dalle 22 di venerdì alle 6 di sabato

CHIETI. La crisi idrica continua: alle porte c’è una settimana di disagi per 47mila teatini. L’Aca, infatti, ha comunicato il nuovo calendario delle chiusure e delle riduzioni, rese necessarie a causa delle sorgenti a secco e dell’incremento dei consumi. Dalle ore 22 di venerdì 9 agosto alle 6 del giorno successivo i rubinetti resteranno completamente a secco nella parte alta della città: lo stop riguarderà ben 37mila residenti, come spiega la stessa Aca, tra il centro di Chieti e i quartieri Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone. Le chiusure sono previste anche a Miglianico (contrada Cerreto inferiore e superiore) domani, l’8 luglio, il 10 luglio e il 12 luglio dalle ore 22 alle 6 del giorno successivo. A Ripa Teatina (centro urbano, contrada Alento e zone limitrofe), invece, niente acqua oggi, il 7 luglio, il 9 luglio e l’11 luglio dalle ore 22 alle 6 del giorno successivo.
Ma i disagi maggiori ci saranno a Chieti Scalo, dove l’acqua verrà razionata (con una «riduzione del flusso a 35 litri al secondo») da oggi fino al 12 luglio, dalle ore 23 alle 5.30 del giorno successivo. In questo caso, gli abitanti interessati sono 10mila.
Sul tema è intervenuta Giovanna Brandelli, presidente dell’Aca: «Le chiusure temporanee si rendono necessarie per le criticità in cui vertono le sorgenti che si sono significativamente impoverite, sia a causa della siccità, sia anche per i consumi eccezionali per l’emergenza sanitaria».
Quanto al problema delle palazzine senza autoclave, con gli ultimi piani a secco di notte e con un solo filo d'acqua di giorno, l’Aca rimanda la responsabilità agli inquilini: «È necessario», prosegue Brandelli, «come previsto dalla Carta dei servizi, che gli edifici con altezza superiore a 5 metri siano dotati di autoclave, sia per garantire la distribuzione ai piani più alti sia per garantire un accumulo locale. La pressione con cui viene erogata l’acqua in rete risponde al contratto di servizio e a precise norme tecniche di uso sostenibile della risorsa idrica. Negli anni passati, in difetto di norme, si tendeva ad aumentare la pressione di mandata per arrivare ai piani più alti dei condomini privi di autoclave: questo ha creato danni enormi all’integrità delle reti, che oggi sono oggetto di riparazione, sostituzione, manutenzione ordinaria e straordinaria. Aca sta lavorando sulla ricerca non distruttiva delle perdite».
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