Mancano le aule, gli studenti fanno sciopero con i genitori

24 Ottobre 2020

Locali contesi tra istituto De Sterlich e liceo Masci, il prefetto media tra le presidi in lite La rabbia delle mamme e dei papà: «Appoggiamo la protesta dei nostri figli rimasti fuori»

CHIETI. Ci è voluta la mediazione del prefetto Armando Forgione per trovare un accordo tra le due agguerritissime presidi dell’istituto Galiani-De Sterlich e del liceo scientifico Masci. In lite, nell’esclusivo interesse delle proprie scuole, le due dirigenti di ferro hanno provocato l’ennesimo sciopero di ieri degli studenti del Masci ospitati al De Sterlich.
Dopo lo sciopero di due giorni fa, in cui i liceali stanziati nell’istituto scalino non sono andati a scuola contro la mancanza d’acqua allo Scalo, ieri una classe del Masci è tornata a scioperare perché rimasta senz’aula a causa della riorganizzazione scolastica per il coronavirus. Ma per la prima volta, a scioperare insieme ai ragazzi, c’erano anche i genitori che li hanno accompagnati a manifestare davanti alla prefettura dove Forgione stava cercando di comporre la lite tra le due presidi. L’incontro è finito con l’individuazione di una nuova classe dove poter fare lezione in presenza, così come chiesto da ragazzi e genitori.
SCUOLA SENZA AULE La vicenda parte da lontano. Da quando, cioè, nella sede storica del liceo scientifico in via Vernia sono iniziati i lavori di ristrutturazione. La scuola ha dovuto così suddividersi tra le sedi del Seminario regionale, in centro, e dell’istituto tecnico De Sterlich sulla Colonnetta. Quest’estate, in piena emergenza Covid con le imposizioni circa lo spazio che ogni studente deve avere in classe, è arrivato lo sfratto da parte del Seminario regionale, per fare posto a una scuola privata. La preside del Masci, Sara Solipaca, si è subito rivolta al presidente della Provincia, Mario Pupillo, che, dopo una mediazione con la preside del Galiani-De Sterlich Candida Stigliani, è riuscito a trovare tre aule al De Sterlich che già ospitava altre classi dello scientifico. Tutto questo sino a quando, lo scorso lunedì 12 ottobre, la Stigliani si è ripresa due delle tre aule concesse.
GUERRA TRA PRESIDI La Stigliani ha ripreso le aule giudicando «improprio» l’uso dei locali fatto dal Masci, dicendo che c’erano altri spazi a disposizione dei liceali. Il Masci non è rimasto a guardare e ha chiamato le forze dell’ordine, ipotizzando un reato di interruzione di pubblico servizio. I poliziotti sono entrati nella scuola e hanno stilato un verbale. Intanto la contesa si è spostata in Provincia, ente competente per le scuole superiori. Il presidente Pupillo a sua volta ha chiamato in causa l’Ispettorato dell’Ufficio scolastico regionale, che però non è riuscito a sanare la contesa. Fino all’incontro di ieri dal prefetto, alla presenza delle due presidi e di Francesco Faraone, delegato di Pupillo.
GENITORI IN SCIOPERO «Per la prima volta siamo stati costretti ad appoggiare lo sciopero dei nostri figli e anzi a scioperare con loro», ha detto Paola Farina, rappresentate del terzo C, la classe del Masci rimasta senz’aula. «Il nostro è un gesto estremo», ha aggiunto Letizia Nudi, un’altra mamma, «e certamente ne siamo molto rammaricati, ma vi siamo stati costretti perché, dopo un mese in cui abbiamo cercato soluzioni alternative, non avevamo che questa opzione come ultima spiaggia per salvaguardare il diritto allo studio dei nostri figli». In questo modo ragazzi e genitori si erano opposti alla decisione del Masci che, senza più un’aula adeguata, aveva deciso di optare per una didattica in modalità mista: metà classe in presenza e metà classe via web. Modalità mista che adesso dovrebbe essere finalmente cancellata per poter fare lezioni in presenza, a meno che non ci sia un nuovo lockdown.