Masci, sciopero per sapere se il liceo è davvero sicuro

Centinaia di studenti dello Scientifico manifestano davanti alla Provincia Anche all’Itis “Luigi Di Savoia” i ragazzi protestano e non entrano in classe
CHIETI. Una folla di studenti del liceo scientifico Masci ieri mattina si è riversata nell’androne del palazzo della Provincia: volevano sapere dai tecnici provinciali se la loro sede provvisoria, nei locali del seminario pontificio regionale San Pio X, si può considerare strutturalmente “sicura”. È uno dei prevedibili effetti post-terremoto, la scossa che ha colpito il Centro Italia domenica scorsa alle 7.40, che mette in allerta, ovviamente, anche gli studenti: «Non ci sentiamo sicuri nella nostra scuola. Non abbiamo svolto, ad esempio, alcuna prova di evacuazione» dice Valerio, alunno del liceo «è sicuro stare qui? Questa la domanda che abbiamo posto al tecnico provinciale Francesco Faraone. Abbiamo richiesto delle attestazioni che certifichino agibilità e sicurezza della sede, di cui però non si sa nulla». Lo stesso chiede la dirigente del Masci Giovanna Fucci, che in ogni caso ha permesso il regolare svolgimento delle lezioni, dopo le rassicurazioni in merito del Comune. In queste ore gli uffici continuano ad essere costantemente informati sui monitoraggi svolti dei i tecnici della Provincia, nelle strutture di competenza dell’ente: «Il nostro sciopero continuerà fino a quando non arriveranno le documentazioni» proseguono gli studenti di fronte al palazzo «non stiamo perdendo tempo: vogliamo solo essere sicuri che non ci succeda nulla, questo è un problema che riguarda tutti». Alcune crepe nella sede provvisoria del liceo, a detta dei i ragazzi, sono apparse, gli alunni vogliono porre al centro del dibattito pubblico il problema dell’edilizia scolastica e della sicurezza dei luoghi di studio. E così Faraone risponde: «Non ci sono criticità al seminario, tutti i controlli sono stati fatti. Altro è parlare di anti-sismicità della struttura. A chi mi chiede se questa scuola è insicura rispondo “non lo so”, perché il problema si perpetua da anni e non ci sono risorse, voglio essere franco. Stiamo parlando in questo caso di una sede provvisoria, in attesa di trasferire il liceo nell’ex caserma Berardi dove saremo sicuri di tutte le certificazioni necessarie». Non a caso la protesta, ieri, è scoppiata anche all’Itis Luigi Di Savoia, tutti gli studenti dell’istituto sono rimasti fuori ai cancelli e non sono entrati: «Il terremoto qui ha aggravato la situazione» ci dice Luca «la scuola ha già problemi strutturali pregressi». Insomma, gli alunni non si sentono sicuri e dicono che «rimarranno uniti» per la loro incolumità. Hanno ottenuto, in ogni caso, una vittoria: la dirigente Anna Maria Giusti ha assicurato che anche di fronte a loro si effettueranno le prove di verifica per quanto riguarda la sicurezza della struttura. Oggi e domani partiranno le prove di evacuazione, sabato poi l’assemblea d’istituto.
Edoardo Raimondi

