Matrimoni, crisi a 10 anni È boom di separazioni

26 Febbraio 2019

Lanciano. I dati della cancelleria del tribunale confermano: ci si separa sempre più Vassalli: è un percorso di guerra. Cipollone: coppie poco lucide con i problemi  

LANCIANO. «Finché morte non ci separi», promettono commossi gli sposi nel giorno del matrimonio. Bastano, invece, pochi anni di vita insieme e quell’amore che sembrava eterno finisce davanti a un giudice, tra separazioni e divorzi. E in città e nel comprensorio i dati forniti dalla cancelleria del tribunale di Lanciano confermano che ci separa sempre più. E, a differenza degli altri anni in cui le coppie si dividevano dopo aver trovato un accordo, ora crescono le liti con separazioni e divorzi che finiscono davanti al presidente del tribunale Riccardo Audino. Scendono le separazioni consensuali: 102 nel 2017, 86 nel 2018. Ma aumentano leggermente le separazioni giudiziarie 37 nel 2017 e 43 nell’anno da poco concluso. Divorzi giudiziari sostanzialmente stabili, 124 contro i 111 del 2018 ma ad aumentare sono i giudizi pendenti sia per le separazioni, 66, che per i divorzi, 72, questo a causa dell’avvicendarsi di più giudici.
Insomma dati che indicano che le coppie scricchiolano e le famiglie si spezzano. Quanto dura un matrimonio? Difficile dirlo, ma visto che spesso ci sono figli in età scolare la stima è di circa 10 anni. «Motivi economici, infedeltà e liti continue sono alle basi delle separazioni», dice l’avvocato Silvana Vassalli, presidente dell’ordine forense frentano, «che sono sempre più delle guerre. Si innesca una sorta di “te la faccio pagare” che porta le coppie in tribunale. Per fortuna i litigi qui non sono mai sfociati in eventi delittuosi, ma cresce la mancanza di accordi che pure sono importanti perché permettono di limare alcuni aspetti e anche la questione dell’affidamento dei figli. C’è anche la negoziazione assistita familiare, con gli avvocati che accompagnano la coppia nelle separazioni ma ce ne sono ancora poche». Vacilla quindi l’indissolubilità del matrimonio anche come sacramento. «Sicuramente motivi economici e la cultura della individualità, della precarietà degli affetti non aiutano le coppie ad affrontare i problemi con lucidità», commenta monsignor Emidio Cipollone arcivescovo di Lanciano-Ortona, «secondo gli psicologi poi le coppie non superano le tensioni intermedie; prima pur litigando si superavano i problemi invece ora si ricorre subito alla separazione. C’è inoltre un’alta aspettativa nel matrimonio poi però, se non si raggiunge la perfezione, con sacrifici, ci si lascia perché non c’è disponibilità al compromesso. È un discorso ampio che coinvolge la fede perché il matrimonio è un sacramento, la cultura e la famiglia. Nella nostra diocesi», sottolinea Cipollone, «abbiamo avviato un percorso per il sostegno alle famiglie. Il 1° anno abbiamo parlato di “integrare”, evangelizzare la famiglia, quest’anno di “accompagnare” le coppie nel momento del bisogno, evitando le separazioni e a breve inizieremo la terza fase, “interpretare”, proprio per capire cosa c’è alla base delle divisioni. Stiamo cercando di accompagnare, aiutare le famiglie per evitare che si spezzino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA