Medagliette d’oro con smeraldo ai tre superdonatori

21 Giugno 2015

Solidarietà in aumento ma anche il fabbisogno di sangue Di Meo: raccogliamo 3-4mila sacche all’anno ma non bastano

CHIETI. Superdonatori premiati dall’Avis nella festa della sezione teatina di ieri mattina in Provincia in cui sono state distribuite medagliette d’oro con smeraldo per quelli che hanno donato di più, con rubino per la fascia intermedia e senza pietra preziosa per gli altri. Tutti comunque vincitori nella gara di solidarietà dell’Avis con la donazione che per tanti è sentita come un imperativo morale. «Se non vado a togliermi il sangue poi non mi sento più bene con me stesso. Non mi sento apposto», dice il vice presidente della sezione teatina, Francesco Paolo Spadaccini.

Le uniche tre medagliette d’oro con un piccolo smeraldo incastonato sono andate, in ordine decrescente, ad Antonio Di Luzio, Costanzo Di Filippo e Rosanna Rossetti. Di Filippo non è potuto intervenire alla cerimonia. Di Luzio e Rossetti hanno invece ricevuto con orgoglio il premio. Ex dipendente delle Poste, ora esodato, Di Luzio ha iniziato a donare il sangue da giovanissimo: «Avevo poco più di 20 anni quando il padre di un mio amico si è ammalato di leucemia e ho sentito che dovevo fare qualcosa», dice. E da allora non ha più smesso. Di Luzio è un podista, lo scorso 30 maggio ha corso la 100 chilometri del Passatore, una gara che richiede costanti sezioni di allenamento: per lui l’allenamento e la tappa in ospedale sono diventati fedeli compagni di vita.

Dipendente del Comune di Chieti, settore Politiche sociali, e una lunga esperienza in Croce Rossa, Rossetti dice di essere ormai diventata amica di medici e infermieri dell’ospedale teatino: «Ci vado da quando ero giovane. Ho cominciato quando mio padre è stato ricoverato. L’ho fatto di nascosto, perché a quei tempi qualche medico di famiglia non consigliava la donazione del sangue a giovani donne. Io ho corso il rischio. Ho visto che non mi è successo nulla e così ho continuato».

Sono circa 2000 i donatori dell’Avis di Chieti. Le donazioni sono in crescita ma il fabbisogno resta sempre più alto. «La nostra sezione raccoglie tra le 2000 e le 3000 sacche all’anno», conferma il presidente dell’Avis Chieti, Giuseppe Di Meo, «a fronte di una necessità di oltre 4.000 sacche di sangue». Per migliorare la situazione, infine, Pasquale Colamartino, direttore del Centro regionale sangue e del Servizio trasfusionale della Asl, ha lanciato una proposta: «realizzare un centro di raccolta sangue più adeguato alle necessità».(a.i.)