Medici e sportivi piangono il campione-radiologo

19 Febbraio 2016

Chiesa della Beata Vergine Maria gremita a Pescara per l’addio a Nando Odorisio Lacrime e pioggia accompagnano l’ex cestista teatino nel suo ultimo viaggio

PESCARA. Una folla di amici ha salutato ieri mattina per l'ultima volta Nando Odorisio, radiologo all'ospedale Spirito Santo di Pescara ed ex campione di Birra Moretto e Rodrigo Chieti e Max Meyer Pescara, morto lunedì mattina a Roma all'età di 60 anni perché colpito da un infarto durante un congresso medico.

Già mezz’ora prima l'inizio della cerimonia funebre, la Parrocchia della Beata Vergine Maria del Rosario di via Cavour faceva fatica a contenere le centinaia di persone che hanno desiderato stringersi intorno alla famiglia dell'americano bianco, così è stato definito dagli ex compagni di squadra teatini, quei ragazzi con i quali Odorisio conquistò l'ambito scudetto giovanile nella stagione 1968-69. Tra i tanti presenti anche il decano degli allenatori abruzzesi nonchè maestro di tre generazioni Renato Porretti, oltre al presidente della Yale Pescara Gino Baldassarre, l'ex dirigente della Facar di metà anni '80 Gaetano D'Urso e l'ex assessore allo sport Nicola Ricotta fino all’attuale presidente regionale della Federbasket Francesco Di Girolamo e una larghissima rappresentanza della pallacanestro teatina. Ma anche personaggi istituzionali della città di Pescara come il questore Paolo Passamonti e il capo della squadra mobile Pierfrancesco Muriana. E poi i tanti colleghi dell'ospedale Spirito Santo e gli alunni della scuola dove la moglie Maura è insegnante.

All'arrivo della bara una fitta e intensa pioggia ha reso ancor più triste l'aria intorno al rione di Piazza Duca degli Abruzzi. Solo un volto sorridente, quello stampato nel necrologio di Nando che lasciava trasparire tanta serenità. La stessa che ha caratterizzato una vita intensa e ricca di successi nello sport e nel lavoro.

Il campione buono lascia in dote tanti ricordi come quelli indimenticabili di un titolo italiano ottenuto insieme Dante Anconetani, Gianni Di Cosmo, Franco Di Martino, Gianfranco Cavassini, Marco Fraticelli, Massimo Cinalli e il pivot Posata. Quindi l'esordio in prima squadra con la maglia numero 8 della Birra Moretti Chieti, divenuta in seguito Rodrigo, fino al raggiungimento della promozione in serie A2 maschile.

Gli ultimi anni da atleta li ha trascorsi nella Max Meyer di Pescara e poi a Ortona, prima di farsi male a un ginocchio e di cominciare una nuova luminosa carriera nel mondo ospedaliero.

Affranti la moglie Maura, il figlio Luca, il papà Vincenzo, la sorella Manuela, il fratello Mauro e tutti i parenti. Dopo le esequie la salma è stata tumulata nel cimitero di Gissi.