Medico «scortese» nel mirino Il Tdm chiede una ispezione

CHIETI. «Imprecazioni, offese e minacce contro chi chiede di essere visitato da un altro medico», questo è quello che accade nel reparto del Santissima Annunziata, secondo il Tribunale del Malato e...
CHIETI. «Imprecazioni, offese e minacce contro chi chiede di essere visitato da un altro medico», questo è quello che accade nel reparto del Santissima Annunziata, secondo il Tribunale del Malato e Cittadinanzattiva che si fanno portavoci del reclamo firmato da 23 utenti con contro un comportamento «asseritamente poco civile», del responsabile di un reparto del policlinico.
Il reclamo è giunto sul tavolo del Tdm (presidente Mauro Massi) e di Cittadinanza attiva, (direttore Aldo Cerulli) il 6 ottobre scorso. Una protesta che si scaglia contro i comportamenti «deontologicamente non corretti» del primario nei confronti dei pazienti, soprattutto quando questi chiedono di essere visitati da altro medico dello stesso dipartimento al quale viene impedito espressamente di fare visite. E questo sarebbe verificabile al Cup quando al paziente che chiede di essere visitato da un tal medico, gli viene risposto che non è possibile in quanto precise disposizioni del primario lo vieterebbero.
«Fatti analoghi sono già noti, da diverso tempo a codesto dirigente dell’ospedale e alla direzione generale, in quanto non è la prima volta che vengono mosse simili lamentele», scrivono Massi e Cerulli, «ma non siamo al corrente di provvedimenti presi nei confronti di tale incresciosa situazione».
Gli utenti che hanno minacciato di rivolgersi alla polizia, a quanto riferiscono le due associazioni, sono stanchi di vedere che con il direttore finito nel mirino le liste di attesa arrivano fino al 3 novembre 2015, mentre in attività intramoenia al costo di 123 euro non bisogna aspettare neanche un giorno.
Massi e Cerulli chiedono che il Servizio ispettivo della Sanità regionale (già in passato si è dovuto occupare di altra situazione con il medesimo professionista) «voglia approfondire la vicenda, considerato che a livello locale nessun provvedimento risulta preso».(k.g.)

