Mette incinta una tredicenne: è accusato di violenza sessuale

14 Novembre 2023

Un giovane di 23 anni di Montesilvano rischia il processo per aver abusato della sorella della fidanzata La vittima in pronto soccorso coi genitori per un mal di schiena, dopo poche ore la nascita della bimba

CHIETI. Ha messo incinta la sorella tredicenne della fidanzata. Un giovane di 23 anni, originario di Napoli e residente a Montesilvano, è ora accusato di violenza sessuale. La procura di Pescara ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio: sarà il giudice Fabrizio Cingolani, nell’udienza del prossimo 16 gennaio, a decidere se mandare sotto processo l’imputato. La scoperta choc è stata fatta il 6 marzo 2022 quando la ragazzina, che aveva un forte dolore alla schiena, è stata ricoverata all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti; a distanza di poche ore, ha partorito una bimba al Santo Spirito di Pescara.
Le indagini dei poliziotti della squadra mobile teatina sono partite dopo la segnalazione dei medici del policlinico e la denuncia presentata in questura dal papà della vittima. In base all’accusa formulata dal pubblico ministero Marina Tommolini, il ventitreenne – nel corso della convivenza in una casa di Montesilvano con la compagna di 19 anni e i familiari di lei – ha avuto un rapporto sessuale «non consenziente» con la minorenne, a seguito del quale tra i due si è instaurata una «relazione clandestina, attestata dai messaggi presenti sul cellulare» della ragazzina. Lo stesso giovane, secondo il pm, ha confessato alla fidanzata di aver messo incinta la tredicenne.
«Tre giorni fa», ha raccontato il padre dalla vittima al momento della denuncia, «mia figlia di 14 anni appena compiuti non si è sentita bene. Poiché continuava a lamentarsi, l’abbiamo accompagnata al pronto soccorso di Pescara, dove è stata visitata e le hanno prescritto alcuni antidolorifici per poi rimandarla a casa. Ma lei ha proseguito a stare male per tutta la notte e fino alla mattina, così abbiamo deciso di portarla all’ospedale di Chieti. Qui, a seguito di accertamenti più approfonditi, è emerso che si trovava in stato di gravidanza terminale, tanto che, dopo alcune ore, è stata portata in sala travaglio: dopo mezzanotte, ha partorito una bambina».
Per i genitori è stato uno choc. «Sia io che mia moglie», ha continuato l’uomo, «non eravamo a conoscenza del fatto che nostra figlia fosse incinta, né avevamo notato nulla perché è abbastanza robusta e non ci siamo accorti di modifiche sostanziali nel fisico. Siamo rimasti esterrefatti perché lei non aveva alcun fidanzatino e non usciva mai di casa da sola. Una volta informati dai medici di questa situazione, le abbiamo chiesto cosa fosse successo e, in particolare, con chi avesse concepito la bimba».
Sono stati momenti di grande tensione. «Nostra figlia, piangendo, dapprima ha detto di non sapere chi fosse stato: ha sostenuto che stava dormendo e che non ricordava. Poi, insistendo con dolcezza e rappresentandole la nostra vicinanza, si è aperta con noi e ha riferito che il rapporto sessuale nel corso del quale era rimasta incinta lo aveva avuto con il compagno di una delle altre nostre figlie. Non ha aggiunto altri particolari, se non il fatto che lei non voleva e più volte aveva detto no, mentre lui continuava e assicurava che non sarebbe successo nulla e che nessuno avrebbe scoperto questa cosa. Lei ha riferito di un unico rapporto. Io e mia moglie siamo rimasti molto scossi da questa vicenda, ma non abbiamo neanche avuto modo di parlare con quell’uomo perché egli, non appena ha saputo che era stato accertato lo stato di gravidanza, si è allontanato di casa e non ha fatto più ritorno. Anche l’altra nostra figlia è distrutta per quanto è accaduto», ha concluso il padre.
La vittima e i suoi genitori, assistiti dall’avvocato Angelo Pettinella, potranno costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni. L’imputato, difeso dall’avvocato Carmen Di Meo, avrà l’opportunità di fornire la sua versione dei fatti e respingere le accuse.
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