«Minacce al mio cliente appena diffuse le sue generalità»

29 Dicembre 2016

VASTO. Neppure Natale è riuscito a smorzare le polemiche sulla tragica morte di Roberta Smargiassi. La battaglia fra la difesa dell’automobilista coinvolto nell’incidente e la famiglia della ragazza...

VASTO. Neppure Natale è riuscito a smorzare le polemiche sulla tragica morte di Roberta Smargiassi. La battaglia fra la difesa dell’automobilista coinvolto nell’incidente e la famiglia della ragazza si accende sempre più. L’avvocato Pompeo Del Re, in qualità di difensore del conducente dell’auto, stigmatizza la diffusione delle generalità dell’indagato, fatta dai legali della famiglia Smargiassi. «Il mio assistito non ha ancora la veste di imputato, quindi non ci si attendeva tale divulgazione specie da un collega di esperienza. Si precisa che il cliente riferisce di aver già ricevuto minacce alla propria incolumità, non appena sono state rese note le generalità, dal che gli ovvi rischi e conseguenze cui è stato esposto l’assistito con una tale divulgazione. Spiace, poi, dover confutare quanto riferito dal collega Giovanni Cerella in merito alla sussistenza dell’aggravante dell’eccessiva velocità, che non è contestata. Il mancato rispetto del semaforo rosso, di contro, è circostanza rimasta controversa. Il sottoscritto non ha mai affermato che la vittima non indossasse il casco protettivo, ma che questo si sfilò immediatamente dopo l’urto. Il perito della Procura, al riguardo, non afferma affatto che Roberta Smargiassi portasse il casco allacciato, ma ha riferito che il casco era munito di laccio sottogola, ma non è provato che fosse regolarmente allacciato. Dalle riprese video si osserva che il casco si sfila immediatamente dopo l’urto, circostanza incompatibile con il regolare allaccio». La famiglia della ragazza, nel ribadire la propria indignazione, ha deciso di costituirsi parte civile. Anche il fratello di Roberta e il marito si sono rivolti a dei legali (pare si siano affidati agli avvocati Pierpaolo Andreoni e Nicola Molino). L’avvocato Cerella, che assiste i genitori di Roberta, torna a ribadire che le conclusioni del perito riconducono le cause dell’accaduto unicamente alla condotta dell’automobilista. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA